Cosa sono le AMP e perché sono utili?

Cosa sono le AMP e perché sono utili?

 

L’ importanza della velocità del sito internet

 

Gli studi di usabilità ci dicono che il tempo di caricamento delle pagine web è fondamentale per qualsiasi sito internet, infatti l’utente è sempre meno disposto ad attendere. Il tempo di caricamento di una pagina causa un vero e proprio stress a chi naviga.

Un tempo di apertura di un sito superiore ai 5 secondi può comportare un tasso di abbandono pari al 90%. Pare che, sociologicamente parlando, i tempi di attesa incidano sulla fiducia percepita del brand e sull’affidabilità del sito.  

Mi fai attendere? Non sei un sito serio.

Esistono dei metodi accurati per accelerare il tuo sito e delle linee guida per aumentare la velocità di caricamento delle tue pagine web.

Ad esempio, scegliere l’hosting giusto, utilizzare un cms snello, ridurre le dimensioni delle immagini, snellire il codice css e javascript, utilizzare una grafica minimale, evitare l’ inserimento di file pesanti…

Una soluzione di recente introduzione da parte di Google sono le AMP. 

Cosa sono le AMP o Accelerated Mobile Pages? 

 

Le cosiddette Google AMP sono pagine scritte con un linguaggio html variato e promosso da Google, il quale permette di velocizzare le pagine web da mobile. Sostanzialmente vengono snellite eliminando degli elementi estetici e strutturali di secondo livello, mantenendo l’essenziale.

Anche un semplice utente può riconoscere una pagina AMP grazie all’ icona del fulmine vicino alle notizie.

 

Soprattutto per chi scrive notizie è molto utile avere una pagina snella dal facile caricamento, infatti Google da un lato la digerirà meglio e la posizionerà quindi più in alto rispetto ad altre pagine con la medesima notizia, e dall’altro lato il lettore sarà meno tentato di abbandonare la pagina se essa si carica immediatamente all’apertura.

Per riassumere, capiamo dunque perché è così importante proporre un’AMP all’ esperienza utente:

  1. Google la premia rispetto a quelle del tuo concorrente posizionandola più in alto.
  2. La tua audience non abbandonerà il sito internet

Oltre ai siti di notizie, l’utilizzo delle AMP è consigliato per gli e-commerce e per le homepage dei siti internet, solitamente più ricche di informazioni e contenuti.

Sicuramente l’uso di questa tecnologia necessita di uno sforzo per lo sviluppo delle pagine nel linguaggio HTML diversificato, quindi è necessario scegliere con cautela e buonsenso dove effettuare tali modifiche.

 

Il tuo sito è lento? Vuoi sapere come velocizzare il tuo sito? Una consulenza da una web agency specializzata è quello cheti serve, per avere maggiori informazioni, Contattaci.

Grazia Angela Cuomo

Grazia Angela Cuomo

Digital Strategist

Dott.ssa in Scienze della Comunicazione e dell’ Informazione, continua la sua formazione con un Master in Digital and Social Media Marketing. Appassionata di business, e-commerce e tecnologia.

Dal 1995 siamo al fianco di professionisti e imprese.
Negli anni IPSNet è diventato un marchio sinonimo di competenza e professionalità per assistere il cliente e orientarlo nel mondo della rete, sempre più difficile e ricco di opportunità, ma anche di insidie. Cloud Provider, soluzioni per le reti informatiche e la sicurezza dei dati nelle aziende sono, ad oggi, il nostro quotidiano impegno per centinaia di clienti che, da oltre 20 anni, ci affidano la propria informatizzazione digitale.

Hai bisogno di maggiori informazioni?
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Marketing Funnel semplice: cos’è e come si struttura?

Marketing Funnel semplice: cos’è e come si struttura?

 Il funnel marketing è la descrizione dell’iter che compie  un consumatore per giungere all’ acquisto di un bene. Per descrivere al meglio questo percorso (detto customer journey) si è presa a modello un’infografica ad imbuto che ben si presta ad illustrare visivamente il processo.

Questo modello di “marketing ad imbuto” descrive anche l’insieme delle tecniche di marketing e di comunicazione atte a portare un consumatore a tale scelta.

Negli ultimi decenni, come conseguenza della digitalizzazione, il percorso di acquisto è diventato sempre più frastagliato, disomogeneo e ricco di canali (detti touchpoint) per raggiungere i propri potenziali clienti. Dopo la tv, la radio e i giornali si è arrivati ben presto a internet, blog e social network. 

Descrizione del funnel marketing

   1. Parte superiore dell’imbuto, Top of Funnel (TOFU)

Obiettivo: creare awareness

In questo momento il nostro consumatore si sta informando: legge articoli, ricerca attivamente su un motore di ricerca un prodotto che desidererebbe, cerca consigli, naviga sui social alla ricerca di ispirazione. Si trova nella cosiddetta fase dell’infocommerce.

Conosciamo i suoi interessi e possiamo sfruttare queste informazioni per creare awareness, ossia farci conoscere come azienda e come brand tramite SEO, SEM, Social Media Marketing… etc.

In questa fase l’utente non è ancora pronto a comprare, è quindi inutile proporre grandi sconti a breve scadenza, meglio puntare sul raccontarsi nel modo corretto e fornire informazioni davvero utili all’ utente.

2. Parte mediana dell’imbuto, Middle of Funnel (MOFU)

Obiettivo: creare considerazione.

In questa fase il consumatore sta intensificando le sue conoscenze dopo aver compiuto una serie di ricerche. È il momento in cui desidera approfondire maggiormente, ha identificato che tipo di prodotto o servizio è più adatto a risolvere il suo problema, ma deve ancora scegliere per davvero.

Sta valutando l’affidabilità dei vari brand e tramite recensioni e passaparola, sta cercando di farsi un’idea di prezzo e qualità desiderati. È necessario rassicurare l’utente il più possibile circa l’affidabilità del nostro prodotto o servizio offrendo lui tutte le informazioni di cui ha bisogno.

Retargeting: nel Mofu, è buona norma continuare a farci vedere dal nostro utente una volta che questo è venuto a contatto con noi una volta. Sarà possibile tramite la pubblicità display e i social network, oppure tramite e-mail marketing se ha lasciato un suo contatto.

 

 

3. Parte terminale dell’imbuto, Bottom of Funnel (BOFU)

Obiettivo: convertire.

Il nostro utente è finalmente pronto a diventare cliente e quindi a compiere il suo acquisto. È il momento di proporre qualche promozione last minute o ad esaurimento scorte, oppure qualche free-trial.

Si tratta di una fase delicata: occorre rassicurare l’utente sulla sicurezza del pagamento e rendere sempre le operazioni di cassa o di accettazione preventivo il più semplici e chiare possibile.

Convertire non è la fine del funnel, infatti bisogna ricordarsi di offrire una buona assistenza post-vendita e avere una strategia di follow up per comunicare con i clienti che hanno già convertito una volta.

 

Attivare un piano di marketing e comunicazione ben strutturato è tanto fondamentale per le tue vendite o per le tue lead quanto complesso. Affidarsi ad un partner di settore potrebbe essere la scelta vincente.  Contattaci!

Grazia Angela Cuomo

Grazia Angela Cuomo

Digital Strategist

Dott.ssa in Scienze della Comunicazione e dell’ Informazione, si specializza nel digitale con un master in Digital & Social Media Marketing. Appassionata di business, e-commerce e tecnologia.

Dal 1995 siamo al fianco di professionisti e imprese.
Negli anni IPSNet è diventato un marchio sinonimo di competenza e professionalità per assistere il cliente e orientarlo nel mondo della rete, sempre più difficile e ricco di opportunità, ma anche di insidie. Cloud Provider, soluzioni per le reti informatiche e la sicurezza dei dati nelle aziende sono, ad oggi, il nostro quotidiano impegno per centinaia di clienti che, da oltre 20 anni, ci affidano la propria informatizzazione digitale.

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10 consigli per scegliere un dominio internet efficace

Vuoi avviare il tuo sito internet? Sia che si tratti di un sito vetrina, un blog o un e-commerce uno degli aspetti da considerare è il dominio.

La scelta del nome del dominio web è paragonabile alla scelta del nome della propria azienda e richiede un’attenta valutazione per dare rilevanza ai giusti aspetti.

Il tuo dominio equivale alla tua identità sul web e non solo deve rappresentare la tua idea di business ma deve anche essere facile da ricercare e promuovere.

Ecco 10 consigli pratici per scegliere il dominio migliore per il proprio sito web o del proprio blog.

1. Assicurati che sia semplice da scrivere.


2. Scegli un dominio corto o composto da poche parole.


3. Includi le parole chiave.


4. Identifica il tuo settore di riferimento.


5. Evita di utilizzare trattini e numeri.


6. Scegli un nome facile da ricordare.


7. Usa un’estensione appropriata al tipo di attività.


8. Proteggi e costruisci il tuo brand
.

9. Verifica l’autorevolezza del dominio.

10. Richiedi l’auto-rinnovo.

1. Assicurati che sia facile da scrivere.

Per avere successo online è fondamentale trovare un nome semplice, facile da digitare e da memorizzare. É sconsigliabile, per esempio, utilizzare parole in gergo o abbreviazioni, che possono rendere la ricerca da parte degli utenti meno efficace.

I domini registrati online sono milioni, per cui è essenziale sceglierne uno semplice e riconoscibile, in modo da non generare confusione e condurre senza dubbio alla vostra attività.

2. Scegli un dominio corto o composto da poche parole.


Se il dominio risulta essere lungo e complesso rischi che la tua utenza di riferimento lo scriva o lo pronunci male e non riesca a trovarti facilmente sull web. 

Essenzialmente puoi muoverti in due direzioni:

  • utilizzare il nome del brand (per esempio ipsnet.it);
  • utilizzare il nome dei servizi che offri (per esempio webagencytorino.it).

3. Includi le parole chiave.

Cerca di usare parole chiave che descrivano la tua attività e i servizi che offri. Per esempio, se gestisci un ristorante vegano potresti scegliere sceltavegana.it o ristorantevegano.it.

Le parole chiave o keyword aiutano a migliorare la tua posizione nei motori di ricerca, portando ad una crescita del traffico sul tuo sito, che può eventualmente trasformarsi in nuovi contatti.

Per questo motivo è consigliabile includere keywords che le persone tenderanno a scrivere ricercando i tuoi prodotti o servizi. 

4. Identifica il tuo settore di riferimento.


Innanzitutto è molto di aiuto definire se gestisci un’attività a livello nazionale o internazionale e in quale lingua sarà il tuo sito.

Questa informazione ti potrà guidare nella scelta dell’estensione del dominio: per un sito italiano per un business che opera prevalentemente in Italia potremo scegliere .it. Nel caso invece del sito multilingua di un’attività internazionale, è consigliabile scegliere .com.

Nel caso di attività a livello locale, inoltre, si può considerare di includere nel dominio il nome della città o dello stato in cui si opera, al fine di semplificarne la memorizzazione e la ricerca ai clienti interessati. Per esempio: scootertorino.it.

5. Evita di utilizzare trattini e numeri.


Numeri e trattini possono causare confusione. Per esempio i domini che includono numeri potrebbero generare fraintendimenti perchè gli utenti non sanno se si tratti del numero arabo o del numero scritto per esteso. 

Nel caso in cui il numero sia parte del tuo brand, per esempio “Osteria 9”, è buona prassi registrare entrambi i domini osteria9.it e osterianove.it, in modo da indirizzare sempre l’utente sul sito giusto.

6. Scegli un nome facile da ricordare.


Per rimanere impresso un dominio deve essere semplice e accattivante.

Ricorda di verificare che il dominio che ti interessa non sia riconducibile ad alcun marchio registrato o tutelato da copyright (è sufficiente una veloce ricerca su internet per accertarsene).

7. Usa un’estensione appropriata al tipo di attività.


Per estensioni intendiamo i domini di primo livello, ossia i suffissi alla fine dell’indirizzo web: .it, .com. net…

Alcuni domini di primo livello hanno utilizzi specifici e andrebbero utilizzati solamente se si rientra nelle categorie di attività ad essi correlate. Per esempio: .coop per le cooperative, .pro per i professionisti in determinati settori e stati, .travel per attività correlate al turismo.

Il dominio .com è sicuramente il più popolare e diffuso, ma potrebbe essere più difficile trovare un dominio .com corto e memorabile visto che questa estensione viene usata da molto tempo. Alcune estensioni alternative che possono essere considerate per rendere il proprio dominio riconoscibile sono:

•.co: abbreviazione per compagnia, commercio e comunità;

•.info: siti di informazione;

•.net: siti tecnici, infrastrutture elettroniche;

•.org: organizzazioni non commerciali e no-profit;

•.biz: business o usi commerciali, come siti di e-commerce;

•.me: blog, diari o pagine personali.

Ovviamente non sarà necessario creare il sito su ognuno dei domini che acquisti, sarà sufficiente chiedere al tuo provider di creare dei reindirizzamenti verso l’URL principale.

8. Tutela il tuo brand


Per tutelare il tuo brand, è consigliabile acquistare diverse estensioni di dominio. Ciò ti consentirà di far atterrare gli utenti sul tuo sito web anche se hanno sbagliato estensione o a scrivere un numero, per esempio e di non cadere vittima di competitor che cercando di reindirizzare i clienti in comune sulle proprie pagine web.

9. Verifica l’autorevolezza del dominio

Hai trovato il dominio perfetto per te, ha verificato che non fosse collegato ad alcun marchio e vuoi registrarlo? STOP! C’è ancora uno step da considerare: il passato di quel dominio.

Il fatto che un dominio ora sia libero, non significa che non sia stato registrato in passato. É pertanto fondamentale verificare l’autorevolezza di un dominio, valutando alcuni elementi come il contesto del sito precedente e eventuali penalizzazione passate perchè tutto questo potrebbe rivalersi sul vostro sito web. 

Un esperto in web marketing può aiutarti a valutare tutti gli aspetti correlati a SEO e SERP prima di acquistare un dominio e avviare un sito web. 

10. Richiedi l’auto-rinnovo

 Qual è la cosa peggiore che può succedere una volta trovato il dominio perfetto per il tuo business? Che ti venga rubato! Per questo motivo è importante chiedere al tuo providere l’attivazione dell’opzione di autorinnovo, in modo da essere certo di non perdere mai il tuo posto sul web!

IPSNet è Managed Services Provider e la gamma di servizi proposti vi è anche la gestione domini:

• registrazione e manutenzione domini internet
;

• gestione DNS primario e secondario, creazione di infiniti domini di terzo livello
;

• mail Server Certificati e Caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC)
;

• pratiche di voltura e trasferimento
;

• monitoraggio dei servizi e garanzia di efficienza H24.


Vuoi affidarti a un team di esperti per la gestione e la manutenzione del tuo dominio? Contattaci.

Dal 1995 siamo al fianco di professionisti e imprese.
Negli anni IPSNet è diventato un marchio sinonimo di competenza e professionalità per assistere il cliente e orientarlo nel mondo della rete, sempre più difficile e ricco di opportunità, ma anche di insidie. Cloud Provider, soluzioni per le reti informatiche e la sicurezza dei dati nelle aziende sono, ad oggi, il nostro quotidiano impegno per centinaia di clienti che, da oltre 20 anni, ci affidano la propria informatizzazione digitale.

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2 Maggio 2019: World Password Day

L’evoluzione della sicurezza digitale

Oggi, 2 maggio 2019, cade il World Password Day, una giornata dedicata a tematiche inerenti alla sicurezza digitale che viene celebrata ogni primo giovedì del mese dal 2013, grazie all’iniziativa della Intel Security.

A ispirare la fondazione del World Password Day fu, in maniera inconsapevole, Mark Burnett, ricercatore sulla sicurezza digitale, che nel suo libro Perfect Password” del 2005 incoraggia gli utenti ad instituire un “password day”, ossia una giornata da dedicare all’ aggiornamento delle proprie password personali.

La giornata ha lo scopo di creare una sempre maggiore consapevolezza delle necessità di una buona sicurezza digitale, a partire dall’ uso di password sicure per arrivare ad una serie di indicazioni sui comportamenti da attuare per evitare frodi informatiche.

L’indagine della Nuance Communications

In occasione della Giornata Mondiale delle Password di quest’anno, l’azienda Nuance Communicationsmultinazionalepioniera e leader nell’ambito dell’AI conversazionale, ha condotto uno studio a livello europeo. Lo scopo era scoprire come gli utenti percepiscono l’uso di nuove tecnologie nell’ambito della digital security, in confronto alle password tradizionali e indagare le potenzialità delle nuove tecnologie progettate per salvaguardare i dati e ridurre le frodi informatiche.

L’ indagine ha rilevato che ogni utente gestisce in media undici account online (tra cui email, servizi bancari, piattaforme per acquisti online o per la fatturazione, siti web di intrattenimento, ecc.) e per accedervi deve ricordare circa nove password differenti. A fronte di questi dati, emerge che una persona su quattro dimentica queste password almeno una volta al mese. Il 28% dei campioni infatti, contatta il servizio clienti ogni tre mesi per reimpostare le credenziali di accesso. Negli Stati Uniti, addirittura, un consumatore su dieci effettua questa chiamata più di una volta a settimana.

Negli ultimi dodici mesi un cittadino su quattro, con accesso a servizi telematici, su scala globale, è stato vittima di frodi informatiche. Circa il 25% della popolazione digitale ha perso in media 2.000 dollari a causa della scarsa protezione del proprio, o dei propri, account. Gli utenti negli Stati Uniti sono stati i più colpiti con quasi il 40% dei consumatori vittime di una frode nell’ ultimo anno.

Il 62% dei consumatori intervistati ha dichiarato qualora cadesse vittima di frodi informatiche cambierebbero immediatamente fornitori di servizi, tuttavia, a risprova della necessità di diffondere cultura in ambito inforatico, il 27% delle vittime non ha modificato le password dei propri account in seguito ad attività fraudolente, lasciandole esposte a ulteriori attività criminali, come accade negli attacchi di Account Takeover (ATO).

Più sicurezza con i dati biometrici

A seguito del cresecente aumento delle violazioni, sempre più organizzazioni stanno implementando la biometria per consentire ai clienti di convalidare la propria identità e accedere ai servizi in modo più semplice e sicuro.

Oltre 400 milioni di consumatori in tutto il mondo generano già più di otto miliardi di autenticazioni biometriche con successo ogni anno.

La password tradizionali sembrano quindi generare frustazione nei consumatori, che si sentono sempre più a proprio agio ad utilizzare la biometria che consente l’autenticazione degli individui in base a caratteristiche fisiche e comportamentali. Quasi un intervistato su tre utilizza già la tecnologia biometrica, come impronte digitali o biometria facciale, molte volte al giorno, per sbloccare, ad esempio il proprio smartphone. 

Come proteggersi nell’utilizzo delle password tradizionali 

I cyberattacchi e i furti d’identità sono sempre più diffusi e sofisticati, è pertanto fondamentale tenere conto di alcuni accorgimenti per rendere il più sicure possibili le proprie password tradizionali e tutelare i propri dati online.

  • Creare per ogni account una password unica, sia che si tratti dell’account della banca o dei social media.
  • Ogni password dovrebbe inoltre essere sufficientemente complessa e “forte”, e quindi difficile da comporre automaticamente con numeri, lettere maiuscole, se possibile caratteri speciali e combinazioni non lineari.
  • Utilizzare un password manager per gestire le varie password, senza perderne traccia.
  • Prestare attenzione alle novità riguardo breach, buchi e furti di password e intervenire immediatamente per modificare quelle più semplici o vulnerabili. Come si dice, better safe than sorry!

Un utilizzo consapevole della rete, inoltre, è la chiave per prevenire situazioni spiacevoli. Ecco alcuni consigli:

  • Usare procedure a due fattori di autenticazione, per esempio con token o codici via sms.
  • Utilizzare una Vpn (Virtual private network) specialmente sulle Wi-Fi pubbliche e aperte.
  • Non sottovalutare l’entità del potenziale pericolo e fare propri atteggiamenti preventivi e consapevoli come non divulgare via chat le password, selezionare opzioni e domande di recupero difficili da indovinare e a cui solo l’utente possa rispondere.

Come celebrare il World Password Day

Il World Password Day, come da tradizione americana, è sempre più orientato a diventare una vera e propria festività digitale, caratterizzato da propri riti e usanze.

Ecco, quindi, come celebrare la Giornata Mondiale delle Password:

  • visitare il sito PasswordDay.org dove è possibile visionare e leggere molte informazioni inerenti al buon comportamento in ambito di sicurezza digitale;
  • condividere sui social media suggerimenti riguardo al buon uso delle password;
  • cambiare le password vecchie con nuove e più sicure o attivare l’autenticazione a due fattori per gli account più importanti.

In IPSNet crediamo fermamente nella necessità di un utilizzo consapevole e informato della rete, per questo ogni giorno forniamo assistenza ai nostri clienti riguardo questioni di sicurezza informatica, suggerendo soluzioni da adottare per non cadere vittima di frodi online e per recuperare i dati in caso di necessità. Hai bisogno di consulenza relativamente alla cyber security? Invia una mail a info@ipsnet.it o compila il form sul nostro sito web per saperne di più.

Claudio Martini

Claudio Martini

Information Technology Project Manager

Systems Advisor e Chief Information Security Officer. Esperto in configurazione, gestione e manutenzione di reti, infrastrutture IT, server, firewall e soluzioni di business continuity. 

Dal 1995 siamo al fianco di professionisti e imprese.
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HTTPS: cos’è e perché è importante per il tuo ranking online

 A partire da luglio 2018 Google Chrome segnala come non sicuri tutti i siti che usano ancora il protocollo HTTP, con l’obiettivo di spingere ulteriormente verso l’utilizzo del protocollo criptato HTTPS. Attualmente il browser, nel caso di utilizzo del protocollo HTTPS, affianca all’indirizzo un lucchetto chiuso verde e la scritta “Sicuro”. Quando invece viene usato il normale HTTP compare una “i” cerchiata, affiancata la scritta “Non sicuro”. 

Google Chrome: HTTP vs HTTPS

Protocollo HTTPS e i certificati SSL: di cosa si tratta?

SSL vuol dire “Secure Sockets Layer” (Livello di socket sicuri), una tecnologia standard che garantisce la sicurezza di una connessione a Internet e protegge i dati sensibili scambiati fra due sistemi impedendo ai criminali informatici di leggere e modificare le informazioni trasferite, che potrebbero comprendere anche dati personali. Queste informazioni possono essere di natura sensibile o personale, come ad esempio numeri di carta di credito, altre informazioni finanziarie, nomi e indirizzi.

HTTPS (Hyper Text Transfer Protocol Secure, Protocollo di trasferimento ipertestuale sicuro) è una dicitura visualizzata negli URL di un sito Web protetto con un certificato SSL. Facendo clic sul simbolo del lucchetto nella barra del browser, è possibile visualizzare i dettagli del certificato, compresa l’autorità di emissione e il nome aziendale del proprietario del sito Web.

Il protocollo HTTPS utilizza i certificati SSL (Secure Sockets Layer) che consentono di stabilire una comunicazione sicura dalla sorgente al destinatario (end-to-end), criptando il flusso di informazioni che vengono raccolte dal sito web e fornendo autenticazione, integrità dei dati e confidenzialità. 

Grazie ai certificati SSL è possibile per gli utenti avere la certezza che il server a cui ci si connette è autentico.

HTTP vs HTTPS

Fonte immagine: www.theplusit.ro

Perché passare da HTTP a HTTPS?

I siti web che non utilizzano il protocollo HTTPS e i certificati SSL vengono penalizzati da Google per quanto riguarda la loro indicizzazione, conviene dunque correre ai ripari per preservare il proprio ranking. Effettuare il passaggio dal protocollo HTTP a HTTPS di un sito web è un’operazione necessaria per evitare di essere penalizzati da Google e mantenere il proprio posizionamento nella SERP (Search Engine Results Page) del motore di ricerca.

Attualmente circa il 70 % dei siti web utilizza il protocollo di trasmissione dati HTTP che, da dicembre 2016, non rispetta più gli standard di sicurezza richiesti da Google, che impone di massimizzare la sicurezza di qualunque trasmissione dati.

Le tipologie di siti web maggiormente sollecitati a effettuare il passaggio al protocollo HTTPS sono prevalentemente siti di e-commerce, portali che prevedono transazioni in denaro e siti con un modulo di contatto (contact form). Più in generale, qualsiasi sito web che gestisce delle trasmissioni dati senza utilizzare il protocollo HTTPS verrà segnalato da Google come sito non sicuro e subirà delle penalizzazioni dal punto di vista del posizionamento.

La penalizzazione nel ranking coinvolgerà anche i siti ottimizzati dal punto di vista SEO (search engine optimization) che, in questo modo, rischieranno di perdere progressivamente la visibilità fino a quel momento ottenuta.

Come agisce Google nei confronti dei siti che utilizzano ancora http?

Google segnalerà il sito in esame attraverso tre tipi di marchiatura differenti a seconda delle diverse situazioni:

  • un avviso che comparirà nei risultati di ricerca, in cui informerà l’utente che il sito “non rispetta i termini di sicurezza”;
  • un’icona a forma di lucchetto e una linea rossa applicata sopra, che comparirà nella barra dell’indirizzo del browser prima dell’URL del sito;
  • una videata a tutto schermo in cui comparirà un lucchetto di colore rosso che inviterà gli utenti a non proseguire con la navigazione, poiché la connessione dati non è privata.

Tutte queste penalizzazioni porteranno il sito in questione a essere considerato come inaffidabile, con conseguente calo degli accessi. Nel caso di siti e-commerce tale marchiatura potrebbe generare perdita di potenziali clienti e di fatturato, allarmati dal fatto di dover eseguire delle transizioni di pagamento su piattaforme che Google non considera sicure.

Google Chrome: connessione non sicura

Fonte immagine: www.support.apple.com

Quali sono i vantaggi per i siti con protocollo HTTPS?

I siti web che attivano un protocollo HTTPS tramite certificati SSL possono ottenere i seguenti vantaggi:

  • miglioramento del ranking: benefici sul posizionamento nella SERP (Search Engine Results Page) di Google, con conseguente aumento della visibilità e degli accessi;
  • sicurezza dei dati in termini di
    • autenticità: i dati ricevuti dal sito web sono affidabili;
    • integrità: i dati non hanno subito alterazioni durante il trasferimento;
    • crittografia: in caso di intercettazione dei dati, gli stessi non sono leggibili;
  •  affidabilità: gli utenti che vedono il lucchetto verde nella barra dell’indirizzo del browser hanno una maggiore fiducia nei confronti del sito.

Il passaggio da HTTP a HTTPS implica una migrazione del sito e va condotta con professionalità e competenza, in modo da non rischiare di veder vanificati i risultati e il ranking raggiunti. Consigliamo quindi di rivolgersi a un esperto per effettuare quest’operazione in maniera ottimale.

Vuoi effettuare il passaggio da http a https in modo sicuro? Hai bisogno di una consulenza professionale?Contattaci, il nostro team di esperti è pronto a fornirti supporto professionale per l’attualizzazione della procedura.

Giorgio Bagnasco

Giorgio Bagnasco

Managed Services Specialist

Dottore in Matematica Informatica, originariamente sviluppatore di applicazioni Web, amministratore di database e project manager in una vasta gamma di applicazioni aziendali. Oggi specializzato in IT Management e System Integration, problem solving, progettazione e gestione di reti informatiche, ottimizzazione di sistemi informativi aziendali

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