Da quando è scoppiato il conflitto, tutt’altro che improvviso, tra Ucraina e Russia, per la prima volta nella storia degli ultimi anni, ci siamo resi conto di quanto l’informatica e la rete, e quello che gli ruota attorno, siano i veri attori e comprimari della faccenda. Elon Musk mette a disposizione i suoi satelliti privati Starlink, non disponibili prima nel paese aggredito, messi in orbita dalla propria agenzia spaziale, per connettere in poche ore un paese in guerra e aggredito; AirB&B che connette in rete centinaia di migliaia di privati e non nel mondo, attraverso il tam tam informatico offre rifugio a 100.000 profughi; addirittura in Russia, dove una feroce repressione sulle comunicazioni anti regime è in atto, le recensioni dei ristoranti si trasformano in strumenti di informazione per aggirare la censura. Ruolo importantissimo del sabotaggio dell’offensiva russa arriva dai social e dalle app, soprattutto quelle di pagamenti come Apple Pay e Google Pay, che creeranno non pochi grattacapi ai Russi, che si spera protestino ancora più vivacemente con il loro leader, per bloccare un conflitto che danneggia tutti. Facebook, Twitter, TikTok e ora anche il sito della BBC, che ha ripreso le trasmissioni radio su onde corte, sono in parte bloccati dal Cremlino e nel paese è difficile avere informazioni libere e non di stato. Un’altra piattaforma, sino a poche settimane fa considerata border-line: Tor, perché è anche la casa di Anonymous, il gruppo di abili hacker attivisti impegnati in campagne di hacking ispirate a principi di giustizia sociale, dall’invasione dell’Ucraina, ha preso di mira istituzioni, media e aziende russe con attacchi cyber. C’è da dire che gli informatici del regime non stanno a guardare e che gli attacchi e le risposte cyber si moltiplicano grazie a malware pericolosi, che mirano a colpire l’esercito ucraino e la sua logistica, nonché le centrali nucleari del paese. Il problema è che i ransomware si espandono facilmente e possono danneggiare anche paesi lontani, per questo occorre dotarsi di sistemi d rilevazione e blocco di questi programmi nocivi, per salvaguardare ora più di prima le nostre aziende.  Insomma l’informatica e i suoi addetti stanno facendo sentire il proprio peso su un equilibrio diplomatico delicatissimo con conseguenze imprevedibili, vista la difficile loro gestione, e che per la prima volta in un conflitto, stanno apertamente facendo la differenza.

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