BERT: il nuovo aggiornamento dell'algoritmo di Google.

Google è oggi il motore di ricerca più utilizzato su internet. Ogni giorno vengono effettuate centinaia di migliaia di ricerche e giorno dopo giorno, Google si adopera per migliorare il servizio, cercando di renderlo preciso e immediato.
Per questo motivo, ha da poco lanciato il nuovo algoritmo che promette di rivoluzionare le ricerche sul web: BERT. La sua funzione è di riconoscere, con ancora maggiore precisione rispetto al passato, le intenzioni di ricerca degli utenti, analizzando le parole e il contesto dove queste vengono inserite.

Che cos’è BERT?

BERT è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers e si riferisce, in linguaggio tecnico, alle "rappresentazioni dell’encoder bidirezionale dai trasformatori".
In parole povere, è un sistema che prova ad imitare il meccanismo di funzionamento dei neuroni umani e i loro collegamenti, in quanto cerca di leggere un testo “in entrambe le direzioni” al fine di carpirne meglio il significato.

Dal 9 dicembre dello scorso anno Google Bert è attivo in oltre settanta lingue, tra cui l’italiano. Fino a pochi mesi fa, quando si effettuava una ricerca, Google analizzava le singole parole, individuando le keywords e rispondendo di conseguenza.
Con Bert, invece, anziché analizzare le singole parole, si prova ad esaminare la frase per intero, tutte le “stop words” e la lingua usata. In questo modo, i risultati sono molto più pertinenti e precisi.

Per esempio, fino a oggi effettuando una ricerca come "libri narrativa per adulti" quest’ultima parola veniva quasi sempre ignorata, in quanto a Google non era chiaro il significato preciso di “per adulti”, quindi basava i risultati soltanto sui primi due termini (considerati automaticamente keywords).

Le preposizioni invece, soprattutto nell’ italiano e nelle altre lingue romanze, sono parte integrante della frase: cambiare una preposizione (stop word) può modificare l’intero significato del contesto.

Questo sistema promette davvero di stravolgere il modo in cui, fino a oggi, si sono ottenuti risultati effettuando ricerche sul web, perché per la prima volta Google è in grado di analizzare il contesto della ricerca e non solo le parole chiave utilizzate.

Perchè nasce BERT?

BERT nasce dal bisogno di Google di soddisfare nella maniera più efficace possibile le ricerche effettuate sul suo motore di ricerca.
Come ha specificato il responsabile di Google Search, Pandu Nayak, Bert è stato sviluppato perché ci si è resi conto che la grande innovazione tecnologica registrata negli ultimi anni non è stata in grado di capire appieno il linguaggio utilizzato dagli utenti del motore di ricerca.

"Se c'è una cosa che ho imparato negli ultimi 15 anni lavorando su Google Search, è che la curiosità delle persone è infinita. Vediamo miliardi di ricerche ogni giorno e il 15% di quelle query sono quelle che non abbiamo mai visto prima".

Inoltre, da recenti statistiche pubblicate da dialogtech.com, stanno aumentando gli utenti che per effettuare delle ricerche online utilizzano il servizio Voice Search, ponendo domande dirette.
Un cambiamento radicale, visto che fino a oggi Google era abituato a ricevere richieste scritte e caratterizzate da precise stringhe di parole, utilizzate per ottimizzare proprio la ricerca.
Se prima si scriveva "ricetta cannoli alla siciliana", oggi si tende a chiedere direttamente a Google "come si fanno i cannoli alla siciliana?", sintomo di un radicale cambiamento culturale da parte degli utenti, che sono sempre più alla ricerca di un vero assistente piuttosto che di un semplice motore di ricerca.
Per esempio, siamo stati spesso sottoposti al suggeritore di Google, che in seguito ad una ricerca con errori ci faceva visualizzare il suggerimento “Forse stavi cercando…”.
Anche grazie a come Google ha imparato dalle nostre ricerche errate, può ora assisterci negli intenti di ricerca più disparati.

Da queste necessità, quindi, è partito il processo che ha portato allo sviluppo dell'algoritmo BERT, ora in grado di entrare, a tutti gli effetti, nel linguaggio quotidiano e naturale delle persone.
La promessa è che sarà in grado di percepirne i concetti, le sfumature e di dare la giusta importanza a tutti quegli elementi come le congiunzioni, le preposizioni, gli avverbi.

Come funziona quindi BERT?

Questo cambiamento è stato possibile grazie all’utilizzo di due strategie cosiddette "di allineamento", ovvero la Masked LM (MLM) e la Next Sentence Prediction.
Nel primo caso, si tratta di una tecnica che permette di nascondere il 15% delle parole contenute in una ricerca. In questo modo, Google BERT sarà costretto a ritrovare queste parole mancanti basandosi sul significato di quelle presenti e costruendo, di fatto, da zero il contesto della frase.
Con la Next Sentence Prediction, invece, BERT viene letteralmente allenato a trovare il collegamento tra due frasi estrapolate da un documento originale. Queste sono collegate tra loro soltanto nel 50% delle occasioni, cosicché il sistema dovrà trovare questo collegamento da solo, analizzandone contesto e significato.

Grazie a questo nuovo algoritmo, gli utenti potranno scrivere o dettare le proprie ricerche con molta più naturalezza, senza farsi condizionare dalle keywords o dal dover usare particolari stringhe di parole per ottenere risultati migliori.

BERT è un’opportunità?

Naturalmente, la prima cosa a cui si pensa è come BERT possa aiutarci nella nostra eventuale attività su internet.
Ciò che sembra certo è che questo sistema può essere un alleato particolarmente importante per chi gestisce un sito web, perché gli permetterà di utilizzare un nuovo tipo di linguaggio, molto meno tecnico e più naturale.
I testi, quindi, potranno essere redatti con semplicità e naturalezza, senza farsi condizionare troppo dalle keywords e portando a un’interazione maggiore con il proprio pubblico di riferimento.
Questo nuovo algoritmo permetterà, quindi, una maggiore e più naturale competizione tra copywriter: se fino a oggi, infatti, chi era in grado di sfruttare le tecniche SEO era notevolmente avvantaggiato nella corsa a essere primi su Google, con BERT questa discrepanza viene in parte livellata, perché più il contenuto sarà esaustivo e di qualità e maggiore sarà la possibilità che venga premiato, e posizionato tra i primi posti nella SERP di Google, ovvero la Search Engine Results Page (pagina dei risultati).