Riforma copyright UE: cos'è? Cosa cambierà?

Il 26 marzo 2019 è stata approvata la discussissima direttiva per aggiornare le regole sul diritto d’autore nell’Unione Europea. Si trattava dell’ultimo passaggio legislativo necessario; un ultimo passaggio formale al Consiglio dell’UE e poi diventerà legge. 

Perché una riforma sul copyright?

La riforma, proposta dalla Commissione Europea, era ritenuta necessaria a Bruxelles per aggiornare una direttiva del copyright già esistente dal 2000.

A muovere la Commissione in questo senso è stata un'analisi dell'utilizzo odierno del web. Ad oggi infatti, grazie a piattaforma piattaforme come Google, Yahoo, Facebook etc. milioni di utenti possono fruire ogni giorno di contenuti protetti da copyright a titolo totalmente gratuito

Ad oggi il 56% degli utenti legge articoli giornalistici gratuitamente. 

Il goal della riforma dovrebbe quindi essere la tutela delle pubblicazioni a mezzo stampe e la riduzione del divario tra i grandissimi profitti delle piattaforme e i creatori dei contenuti, promuovendo la collaborazione tra queste due figure.

La polemica

Non tutti però si sono trovati d'accordo con questa posizione e diversi giganti del web si sono fermamente opposti, definendo il decreto "censura" e "morte di internet".

Diverse le petizioni online e i siti web dedicati all'opposizione nei confronti del decreto, tra tutti Save your Internet.

Uno dei più convinti oppositori è Wikipedia, la celeberrima enciclopedia online che, pur essendo esonerata dal pagamento delle royalties previsto dagli articoli 11 e 13, nei giorni precedenti alla votazione del 26 marzo, ha oscurato temporaneamente i propri siti per protesta. Nella schermata i creatori di Wikipedia dichiarano che la nuova normativa andrà a minare la libertà di espressione e esortano gli utenti ad agire, contattando un rappresentante del Parlamento Europeo.

sito wikipedia oscurato

Un altro colosso che si è apertamente opposto alla riforma è Google. Il gigante di Mountain View ha sottolineato come sia indubbiamente necessaria una Legge europea sul copyright, in quanto si tratta di un mercato di miliardi di euro, al cui interno trovano spazio milioni di lavoratori. Tuttavia, secondo Google, il testo del decreto avrebbe dovuto subire ulteriori modifiche e migliorie per poter effettivamente dare un apporto positivo al web e al macrocosmo che si è costruito attorno ad esso.

 

Cosa prevede la riforma copyright UE?

La riforma sul copyright al centro delle polemiche si compone di due articoli: l'articolo 11 e l'articolo 17 (conosciuto come articolo 13, per via delle versioni precedenti del testo).

Articolo 11:

Editori e giganti del Web dovranno accordarsi per un congruo pagamento di licenze per la pubblicazione di testi protetti dal copyright

Articolo 17:

Le piattaforme saranno tenute a verificare che i contenuti caricati dagli utenti non violino le leggi sul copyright, prima che questi vengano pubblicati sulle pagine web. Lo scopo è responsabilizzare le grandi piattaforme che negli anni hanno fatto della diffusione di contenuti il proprio business.

Sono esentati dalla normativa:

  • le società con meno di 10 milioni di euro di fatturato e 5 milioni di utenti mensili;
  • le enciclopedia online (come Wikipedia);
  • le piattaforme open-source;
  • i siti dei musei;
  • le biblioteche;
  • i materiali didattici.

Cosa cambierà per gli utenti?

Gli utenti saranno liberi di scambiarsi link, brani e immagini di interesse, purché ciò avvenga a fini privati

Liberi saranno anche meme e GIF, molto diffuse sul web e apprezzate dagli utenti.

 

La questione della riforma copyright UE è stata a lungo dibattuta, ma la sentenza di marzo 2019 sembrerebbe essere definitiva.

Il dibattito online, tuttavia, è ancora aperto e solo seguendo le vicende dei prossimi mesi saremo in grado di comprendere l'impatto del decreto sull'economia e la creatività digitale.

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