COMUNICATO STAMPA

La Realidad, Chiapas, Messico, 29 luglio 1996
Li Ya a' yanotik bayel taten (Tzeltal)
Jasil huala kuuma ni ti con jiitzan loi (Tojolabal)
Lie eb tstoz cjob shilò ilah kutik (Tzotzil)
Qui parliamo molte lingue

Nel pomeriggio di oggi, a partire dalle 17, si sono iniziati i lavori nelle quattro sessioni che compongono il Tavolo 1 (Quale politica abbiamo e di quale politica abbiamo bisogno) che hanno concluso le discussioni verso le 19 per dar luogo a un ballo organizzato dalla comunità zapatista.

La sessione A ha per titolo: "Il potere globale che tutti soffriamo. Come si esercita e come si riproduce il dominio". Una delle relazioni che ha generato maggior interesse è stata quella del dott. Octavio Rodriguez Araujo, che ha citato vari punti, mettendo in evidenza il riferimento alla logica escludente del Primo Mondo, l'esclusione del Terzo Mondo in tutti gli aspetti ad eccezione della sua utilizzazione come manodopera a basso costo.

Nella sessione che ha trattato il tema "Come si resiste al potere globale. Forme di organizzazione politica e sociale" (Sessione B), si è registrata un'iscrizione di 168 partecipanti, oggi sono state presentate 10 relazioni e 8 repliche. Una questione interessante ha creato la discussione sui nazionalismi. La delegazione di Salonicco, Grecia, ha proposto che il nazionalismo tra molti altri "ismi" debba essere superato. Per contro uno dei delegati baschi ha replicato che non tutti i nazionalismi sono negativi, che non si può seguire l'idea postmoderna che i popoli debbano perdere la propria identità nazionale e che di ciò il miglio esempio lo ha dato l'EZLN, nel quale gli indigeni lottano perché si rispettino le loro culture, i loro costumi e la loro costituzione come nazionali.

Il tema "Che fare con il passato. Le ideologie, i muri che alzò la caduta del muro di Berlino" (Sessione C), è stato discusso da un gruppo di 50 persone, tra cui si contavano le Madri della Plaza de Mayo, Argentina.

Nella sessione D "Nuove forme di fare e dire la politica", con 190 persone iscritte, si è iniziata la discussione sulle nuove forme del potere politico. Tra gli altri partecipanti, una relatrice tedesca ha prospettato il problema del razzismo, imperialismo e patriarcato come contraddizioni ugualmente importanti nel sostegno del sistema neoliberale. Un invitato del Perù, ha enfatizzato il contributo latinoamericano al pensiero del mutamento, come quello realizzato da Tupac Amaru, che ha discusso il "Fine della Storia". Egualmente ha suggerito la causa di alcune sconfitte della sinistra nella mancanza di democrazia nelle proprie organizzazioni.

Nel sottotema "Il potere globale che tutti soffriamo. Come si esercita e riproduce il dominio?" hanno discusso 50 persone.

Nel Tavolo in cui si sono discusse le questioni di nuove forme di fare politica ci sono state approssimativamente 200 persone.

Alle 14,30 si sono presentati membri del CCRI (Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno), tra loro il comandante Tacho, il subcomandante Marcos e il maggiore Moisès, per dare il benvenuto agli invitati del Tavolo 1, denominato "Quale politica abbiamo e di quale politica abbiamo bisogno?". Il comandante Tacho ha dato il benvenuto ai paesi del mondo e concesso la parola al maggiore Moisès che, dopo il riconoscimento dello sforzo di tutti i presenti per essere lì, ha detto che è necessario avere "un solo pensiero e una sola via", ha aggiunto che "la nostra parola ci unisce a prescindere dal nostro colore e dalla nostra razza".

Ha detto che il neoliberismo è una parola che inganna e distrae perché nei fatti non c'è nulla per la maggioranza. Ha chiamato a prepararsi, organizzarsi e unirsi e ha manifestato la consapevolezza delle difficoltà incontrate da alcuni invitati stranieri negli uffici della Migrazione.

Successivamente Manuel Fernandez Guasti ha dato il benvenuto a nome della Commissione Organizzatrice e ha presentato Amparo Martinez che ha spiegato la metodologia dell'incontro consistente in quattro sessioni moderate da Rhina Roux, Maria Eugenia Valdés, Arturo Santa Maria e Elvira Concheiro, ed ha affermato che i partecipanti potranno riunirsi per discutere eventuali temi che emergano dai tavoli e si desideri ampliare. Inoltre ci sarà un tabellone incentrato sul tema della democrazia, in cui alcuni specialisti esporranno i loro punti di vista.

Infine si è passati alle attività culturali in cui hanno partecipato gruppi giovanili che hanno intonato l'inno zapatista, seguito da poemi e balli.

Ancora sotto la pioggia, i presenti sono restati ad ascoltare attentamente le parole del CCRI.

Seguendo le Madri della Plaza de Mayo, i partecipanti scandivano "Se piove e piove, il popolo non si muove".

Per questo pomeriggio è programmato l'inizio del lavoro delle sessioni, e per la sera un ballo di benvenuto che era previsto per ieri, ma che per i problemi della dislocazione non si è potuto realizzare.

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

Indice dell'Incontro Intercontinentale