RELAZIONE FINALE

AGUASCALIENTES V - ROBERTO BARRIOS -

TAVOLO 2: ECONOMIA

Il tavolo di lavoro è stato inaugurato nella notte di domenica 28 luglio dai Comandanti Pedro, Leticia, Jacobo, Ma. Alicia, Vicente, Valentín, Pablo y Concepción. A questo tavolo hanno partecipato 466 invitati, dei quali 396 stranieri (provenienti da Italia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Irlanda, Francia, Belgio, Catalogna, Valencia, Paesi Baschi, Germania, Argentina, Colombia, Svizzera, Canada, Cuba, Nicaragua) e 70 messicani. Si trovano tra di loro eminenti studiosi di economia come Harry Cleaver, Justin Paulson, Fred Moesely, David Barkin, Winfried Wolf, Massimo de Angelis, Teresa Rondón, Horacio Labastida, Ana Ester Ceceña, Andrés Barreda e Carlos Salas. Tra le relazioni presentate si registra la partecipazione dei Comitati Civili dell'FZLN, del Barzon, della Rete Messicana di Azione contro il Libero Commercio e del Fronte Autentico del Lavoro.

I lavori dell'incontro in questa Aguascalientes sono iniziati il 29 con una riunione plenaria a partire dalle 10.00, per continuare per sottotemi alle 11.00.

I punti di discussione per sottotemi sono:

A) Neoliberismo: il potere finanziario ed i suoi sicari. Gli indicatori macroeconomici, forme di mistificare la realtà.

Al termine della giornata, si è giunti a definire il neoliberismo come un'ideologia e allo stesso tempo come una strategia che ci atomizza e ci isola. Per questo è urgente stimolare alternative che promuovano la costruzione di differenti tipi di reti per rompere l'isolamento. La globalità del neoliberismo impone di pensare ad alternative in termini ugualmente globali. La lotta deve essere globale e questo incontro intercontinentale è il primo spazio di discussione mondiale dove si comincia a lavorare in questo senso.

B) E' possibile un'alternativa a questo sistema?

In questo tavolo il Barzòn ( comitato di autodifesa contro gli spropositati interessi bancari, N.d.T. ) di Anahuac México, ha rilevato la necessità di gestire autonomamente la politica economica per risolvere problemi come le perdite azionarie, l'iniquità fiscale o la situazione dei lavoratori. Un rappresentante di Alleanza Civica ha segnalato che il progetto dei tecnocrati non è uguale a quello del resto della popolazione, appurato che la maggior parte di questa si trova esclusa dal processo economico. Senza dubbio gli orrori del neoliberismo non si limitano ad una o ad alcune comunità del nostro paese. Peter Roset, del Food First Institute ha indicato che negli ultimi 50 anni il numero dei produttori agricoli negli USA è sceso da 6 a 1,9 milioni, provocando non solo una grande crisi socioeconomica ma anche ( con l'imporsi della tecnologia della "Rivoluzione Verde") una crisi ecologica senza precedenti negli USA (e nella maggior parte dei paesi che adottano questo tipo di tecnologia). Questa crisi si manifesta nella perdita della capacità produttiva naturale della terra. Il collettivo di Tolosa (Francia), ha esposto le testimonianze dei contadini francesi nella loro lotta contro il neoliberismo, che stimola una cultura individualista e di indifferenza verso la terra, tanto dei produttori agricoli quanto dei consumatori urbani di questi prodotti.

Il neoliberismo riguarda anche nazioni che cercano di portare avanti un progetto alternativo di gestione economica, come nel caso di Cuba. Così, solo nel periodo 1989 - 1993, il PIL cubano si è ridotto del 35% come risultato del crollo del blocco sovietico e la intensificazione dell'embargo economico promosso dagli U.S.A..

Senza dubbio gli orrori globali del neoliberismo possono essere affrontati anche in maniera globale. I partecipanti al sottotavolo B hanno proposto molteplici azioni di opposizione al neoliberismo per il 23 ottobre prossimo. E' stata proposta anche la coordinazione a livello globale delle azioni di controinformazione che caratterizzano le molteplici lotte locali allo scopo di non lottare localmente o isolatamente contro un nemico planetario.

C) Il progresso: la speculazione come sviluppo, il mercato della guerra, il narcotraffico della salute.

In questo sottotavolo è stato detto che il neoliberismo si è imposto con maggior facilità dopo la caduta del socialismo reale, causando la distruzione dell'economie nazionali, delle piccole industrie, l'aumento della disoccupazione, l'immigrazione e la nascita di nuove regioni povere. Il sistema finanziario internazionale, altamente speculativo, è la base della politica neoliberale disegnata ed imposta dal Fondo Monetario Internazionale FMI e dalla Banca Mondiale BM ai governi dei nostri paesi. Questi governi hanno fatto del denaro il loro unico dio e le loro azioni sono mosse dalla fame del guadagno, inoltre non solo hanno smantellato la struttura produttiva, ma anche i servizi pubblici al punto che tagliano la spesa pubblica, aumentando la spesa militare e facilitano gli interessi dei consorzi transnazionali. Il narcotraffico ha affiancato questo processo di distruzione provocato dal neoliberismo e per di più oltre ad essere una delle politiche più seguite contribuisce alla disumanizzazione dell'essere umano.

Proposte:

  1. Promuovere delle azioni di boicottaggio al BM e al FMI come ai consorzi internazionali.
  2. Creare una rete di persone, gruppi e organizzazioni a livello mondiale per realizzare campagne contro il neoliberismo.
  3. Cercare alternative concrete di opposizione al neoliberismo. Riscattare le esperienze di autogestione delle comunità urbane e rurali.

D) Lavoro, dittatura del libero mercato, debito, povertà.

Durante la giornata in questo sottotavolo sono state esposte 16 relazioni otto delle quali riferite ad aspetti e rischi generali della dittatura del libero mercato: come privatizzazioni, riduzione dei servizi pubblici, aumento dei livelli di disoccupazione, divisioni e incremento delle diseguaglianze tra le regioni (nord-sud-paesi dell'est, debito e trattati commerciali).

Le altre otto relazioni hanno evidenziato gli effetti del neoliberismo sul lavoro e i processi di mondializzazione dello sfruttamento. Queste relazioni hanno descritto esperienze di lotta, di resistenza dei lavoratori, sindacati, consumatori e delle donne contro gli orrori del neoliberismo a livello locale (Toronto, San Francisco, Milano, Parigi e Città del Messico tra gli altri) ed allo stesso tempo sono state fatte comparazioni a livello nazionale.

A livello generale nella discussione si è cominciato a presentare proposte come la riduzione del debito per i paesi poveri, riduzione dei tassi d'interesse e l'autorganizzazione dei debitori.

Nella discussione sul lavoro sono state presentate domande come la riduzione della giornata lavorativa e della costituzione di reti di lavoratori.

GRUPPO DI DISCUSSIONE: UNA POLITICA AL SERVIZIO DEL POPOLO E NON IL POPOLO AL SERVIZIO DELL'ECONOMIA.

Partecipanti: David Barkin, professore della UNAM e assessore dell'EZLN; Andrés Barreda, professore della UNAM, editore della rivista Chiapas e assessore del EZLN; Massimo de Angelis, ricercatore italiano ed editore della rivista Vis a Vis; Harri Cleaver, professore dell'Università del Texas; Ma. Elena Martinez, studente dell'Università della California.

Barkin ha detto che la globalizzazione trasforma inesorabilmente le nostre vite, però pochi dubitano dei profondi danni che ci causa. La gente si rende conto della globalizzazione perché è subordinata ai suoi modelli di consumo. Alcuni cercano uscite alternative. E una alternativa è la promozione delle autonomie economiche. Se riconosciamo l'esistenza di una società drasticamente stratificata possiamo ipotizzare politiche che riconoscano e traggano vantaggi da queste differenze per migliorare il benessere dei gruppi sociali. Rinforzare le comunità rurali è un mezzo per rendere possibile la diversificazione e permetterà di dirigere la crescita più facilmente in quelle aree che si svilupperanno legate all'economia internazionale.

Barreda ha segnalato che i cambiamenti mondiali nei modelli della riproduzione della forza - lavoro incrementano il caos dei meccanismi di controllo. Questo apre possibilità per stimolare esperienze alternative come l'economia popolare autogestita che nasce attraverso tutte le ferite che il neoliberismo infligge al corpo sociale. Domande fondamentali che non dobbiamo mettere da parte sono: L'economia popolare autogestita avrà la capacità sovversiva di definire a medio e a lungo termine proposte alternative, o sarà egualmente condannata al fallimento? L'economia alternativa è solo un foraggio per la bestia con il quale si pretende risparmiare le spese sociali e neutralizzare le contraddizioni politiche nel corso della liquidazione massiccia di quello che il capitale considera superfluo? O meglio la resistenza di queste masse di popolazione superflua apre , il nuovo spazio a ciò che permetterà di rivitalizzare e ricostituire vecchie forme di lotta in combinazione con nuove forme e nuovi soggetti ribelli. Come sempre saremo quelli che avranno l'ultima parola.

Cleaver ha detto che se noi rimaniamo sotto il dominio dell'economia noi rimaniamo sotto il dominio del capitale. La nostra lotta deve rompere il vincolo tra la vita e il capitale; bisogna liberare il valore della terra dalla logica del capitalismo e introdurla nella logica sociale. Però dobbiamo pensare che se i cambiamenti che stiamo proponendo sono cambiamenti realmente svincolati dalla logica del capitale o se al contrario la rinforzano.

De Angelis ha detto che la solidarietà mondiale verso i popoli del Chiapas deve essere basata sulla nostra lotta contro il neoliberismo in ognuno dei nostri spazi di attività. Per costruire un movimento sociale globale che vada oltre alla presa del potere dobbiamo cominciare a riconoscere i desideri e le necessità concrete. Questo deve essere lo scopo della nostra politica economica, una politica che riconosca i desideri e le aspirazioni della gente sarà necessariamente una politica economica che erode la politica del profitto e distrugge il regno del denaro.

Martinez ha detto che gli zapatisti ci insegnano che non abbiamo una sola linea e neppure un solo cammino, ma che dobbiamo inventarlo. Si è intestardita nell'importanza dell'informazione attraverso la posta elettronica per costruire reti di comunicazione contro il neoliberismo. E parlando sul trasferimento di tecnologia del primo mondo verso la periferia, ha detto che il neoliberismo ha impoverito le vecchie metropoli industriali portando l'esempio della crisi di città come Detroit dove c'erano le più grandi fabbriche siderurgiche oggi ridotte a vere rovine, ma non belle quanto quelle di Palenque.

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

Indice dell'Incontro Intercontinentale