La Jornada 30 luglio 1996

Rinegoziare il debito dei paesi poveri e ridurre le spese militari, in primo luogo

Definire il neoliberismo , prima preoccupazione nel tavolo sull'economia, il più seguito. E' necessario costruire reti internazionali di ONG per porre un freno alle misure dei governi .

Roberto Gonzalez Amador, inviato, comunità Roberto Barrios, Palenque, Chiapas, 29 luglio.

Alla presenza di otto comandanti zapatisti di grado elevato, trecento studiosi universitari, attivisti e leader sindacali provenienti da 47 nazioni, sono iniziati qui i lavori del tavolo economico dell'Incontro Intercontinentale per l'Umanità e contro il Neoliberismo, promosso dall'EZLN.

In questa comunità zapatista del nord del Chiapas, posta a 7 ore di strada dalla capitale Tuxtla Gutierrez, è stato lanciato un appello urgente perché i governi dei paesi sottosviluppati rinegozino il loro debito estero e le potenze occidentali riducano le loro spese militari.

Il primo dei tre giorni di discussione, che si è concluso senza risoluzioni, è iniziato con la ricerca di una alternativa al modello neoliberista di sviluppo economico, definito da coloro che erano presenti come "la nuova internazionale del terrore".

Per i lavori del tavolo economico dell'Incontro Intercontinentale, i 300 partecipanti si sono divisi in 4 gruppi di discussione per affrontare temi quali: "il potere finanziario e i suoi sicari", "è possibile un'alternativa?", "la speculazione come sviluppo" e "dittatura del libero mercato, debito e povertà".

Senza la presenza di grandi personalità, ma con un contingente entusiasta di studiosi universitari e di attivisti sociali e politici, all'inizio dei lavori fu posta la necessità di costruire reti interni alla società civile per fare una campagna mondiale contro il neoliberismo economico.

"Il neoliberismo è un problema mondiale e deve essere affrontato a questo livello, senza trascurare i fronti nazionali e locali", così ha commentato l'economista irlandese Richard Douthwaite, uno dei partecipanti al foro.

Fin dall'inizio della discussione, cui sono seguite tre ore di dibattito relativo alle regole di procedura per condurre i tavoli di lavoro, è stata chiara la differenza sulla definizione di neoliberismo. E' una nuova tappa del capitalismo? E' una combinazione di misure economiche, sociali e politiche per privilegiare il capitale finanziario? A queste due domande cercheranno di rispondere i partecipanti alla discussione.

Il dibattito, ha detto uno dei relatori della tavola economica, ruota intorno al problema se il neoliberismo continui ad essere una forma di capitalismo o "se si tratti di qualcos'altro". A questo punto è sorta la prima divergenza, quando i delegati europei hanno messo in dubbio se nelle condizioni attuali esista un margine di manovra per cambiare il modello neoliberale o se sia necessario, in primo luogo, trasformare il sistema politico.

I partecipanti alla tavola di discussione economica costituiscono un mosaico di nazionalità e formazioni politiche; uno di loro ha commentato: "qui si trovano dagli anarchici ai liberali".

Ciò attorno cui sembra esistere consenso, almeno per la direzione presa dalla discussione, è piuttosto la necessità di porre un freno ai governi nell'applicazione delle loro drastiche misure di tagli e regolamentazione delle spese.

Fatta da un rappresentante spagnolo, la proposta è cercare di far si che gli organismi non governativi abbiano maggiore capacità di influire nella formazione delle politiche economiche e sociali, e si occupino delle "necessità del benessere" e non dei capricci del "grande capitale finanziario".

Ma la discussione è appena all'inizio.

L'Aguascalientes di Roberto Barrios, una comunità nella Selva Lacandona abitata da tzeltales e choles, è un'ampia piazza. La comunità zapatista ha costruito in questo luogo una sala da pranzo, una biblioteca, due dormitori e una grande tettoia, che è servita da auditorio per la riunione plenaria e la cerimonia di inaugurazione.

Per arrivare fin qui, i partecipanti hanno percorso in cinque ore i 115 Km di distanza tra questo luogo e Oventic, dove sabato scorso è stato inaugurato l'Incontro Intercontinentale per l'Umanità e contro il Neoliberismo.

Otto comandanti del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno dell'EZLN: Valentin, Pedro, Alfredo, Maria Alicia, Leticia, Jacobo, Concepcion e Vicente, hanno avviato i lavori di questa tavola, una cerimonia di appena tre minuti.

Il primo giorno dei lavori, i comandanti zapatisti hanno preso la parola solo per presentarsi e dare il benvenuto ai partecipanti.

Le discussioni sono appena all'inizio. Per mercoledì i partecipanti sperano di essere riusciti a determinare alcune linee di consenso sulle alternative allo sviluppo economico dominante, linee che dovranno essere portate il prossimo venerdì alla riunione plenaria delle cinque tavole dell'Incontro, che si terrà a La Realidad, 100 Km ad est di Comitan.

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

Indice dell'Incontro Intercontinentale