La Jornada, 30.07.96

A OVENTIC, MIGLIAIA CONTRO IL SISTEMA MORTALE


Rappresentanti del Primo Mondo parlano di una società libera da carenze economiche, ma senza dignità', rimarca David. La partecipazione di Galeano ha placato gli animi per l'esclusione del tema ecologico

Matilde Perez U., inviata, ed Elio Henriquez, corrispondente, Oventic, 29 luglio

La possibilità di creare una rete nazionale ed internazionale contro il "sistema mortale" - come ha definito il neoliberismo il comandante David - ha cominciato a prendere forza oggi, nella prosecuzione dei lavori del tavolo sulla società ad Oventic.

Nel Primo Incontro Internazionale per l'Umanità e contro il Neoliberismo "si sta cercando di trovare una strategia mediante la comunicazione e la partecipazione di tutti i settori sociali per costruire questo mondo nuovo, questo sogno che tutti abbiamo per vivere degnamente", ha detto David, che era accompagnato da Eduardo Galeano.

Lo scrittore uruguayano ha ringraziato per l'ospitalità la comunità di Oventic: "È stata un'esperienza emozionante in un mondo di paradossi, che è un mondo alla rovescia; dovevano essere i poveri, i più generosi. Quelli che sono venuti a Oventic si sono resi cono che a Oventic abbonda la dignità umana, la generosità e l'amore per la terra e per la gente.".

Subito, David ha sottolineato: "Non ci sentiamo più soli, contiamo sulla presenza e l'appoggio di molti, tra questi intellettuali come Eduardo Galeano".

Con tutte queste persone è possibile costruire un mondo diverso per mezzo di un'altra strada che non sia quella delle armi e della guerra", ha detto.

"Questo incontro", ha ripetuto, "è l'inizio per fare qualcosa per il bene dell'umanità; forse sarà questa l'unica volta che ci incontreremo in questo secolo, e se è così, pazienza", ha detto. "Sarebbe bello che tornassimo ad incontrarci in Germania o in Italia, ad esempio, a tenere un altro incontro intercontinentale".

Accompagnato da altri membri del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno (CCRI), mentre si svolgevano i lavori del tavolo installato in questo ejido tzotzil, David ha commentato che si è creato un buon ambiente e si è proceduto nella discussione, nonostante la diversità delle lingue e delle culture. L'importante, ha aggiunto, è che si stanno esponendo e condividendo idee ed esperienze in cerca di un coordinamento mondiale.

Sorpreso, ha spiegato che alcuni partecipanti del "Primo Mondo raccontano che i loro problemi sono peggiori di quelli di noi messicani. C'è violenza, gravi ingiustizie, nonostante non conoscano la povertà e non sappiano cosa sia la carenza economica; ma hanno una mancanza totale di dignità. Dicono che qui, tra gli indigeni, nonostante la povertà materiale, c'è ricchezza di umanità e dignità ".

Il dirigente zapatista ha messo in rilievo che per gli indigeni "è una sfida molto grande salvaguardare tale ricchezza, perché, se la violenza va crescendo in tutti i sensi, quelli che ancora non hanno questa coscienza hanno il grande compito di trasformare ed umanizzare la gran parte della società che si è disumanizzata".

Lo scontento tra alcuni partecipanti per l'eliminazione del tema dell'ecologia e l'integrazione in un solo tema di quelli: donne, salute, demografia e migrazione, si è attenuato nell'ascoltare Galeano, che ha letto testi da alcuni suoi libri.

Alle due del pomeriggio, ora di pranzo, decine di spagnoli, italiani, francesi, statunitensi, tedeschi, belgi, svizzeri, turchi e latinoamericani si sono riuniti nell'auditorio Emiliano Zapata per ascoltare l'autore di "Le vene aperte dell'America Latina", che si è presentato come "un essere totalmente inutile, che scrivo ed è ciò che faccio meno male", provocando le risa del pubblico.

Attenti, hanno ascoltato alcune delle sue storie che cercavano di esemplificare come "la vita umana sia un mare di piccoli fuochi". La storia sulla sua calvizie ha prodotto l'ilarità di David e dei suoi accompagnatori del CCRI.

La lettura dei suoi testi, per un'ora intera, è stata inframmezzata dai suoi commenti sulla necessità di creare, di camminare "anche se inciampiamo e cadiamo", per cercare di eliminare il maschilismo e il militarismo, che sono, ha detto, "moralmente osceni".

Ha insistito sul fatto che l'umanità non deve accettare la visione mutilata della realtà che impongono i potenti: La sfida, ha sottolineato, è creare e ricreare i molteplici specchi che riflettano il nostro viso.

Davanti a decine di persone che lo hanno ascoltato e applaudito lungamente, Galeano ha detto - riferendosi al suo libro "Le vene aperte dell'America Latina" - che la storia latinoamericana è lunga, dolorosa, orrenda e meravigliosa in quanto a dignità umana. Da cinque secoli i suoi abitanti hanno fatto mostra di ribellione, di dignità, di non lasciarsi trattare come delle cose, e queste lotte sono gli antecedenti dell'EZLN, ha dichiarato.

Secondo lui, è possibile vivere nella solidarietà e dimostrare che noi umani non siamo nati per divorarci tra noi.

Questa sera è arrivata a San Cristobal de las Casas Danielle Mitterrand per partecipare, insieme ad altri intellettuali nazionali ed internazionali, ad un tavolo speciale sulla politica che si installerà nell'ejido La Realidad questo mercoledì, a cui sarà presente il Subcomandante Marcos.

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

Indice dell'Incontro Intercontinentale