La Jornada 28 luglio 1996

INAUGURAZIONE DELL'INCONTRO INTERCONTINENTALE CONTRO IL NEOLIBERISMO

EZLN: Costruiamo un domani di tolleranza che comprenda tutti.

"Benvenuti compagni del mondo intero", continuava a dire dall'inizio del pomeriggio il comandante Felipe, spuntando al microfono tra le striscioline colorate del suo copricapo tzotzil, e la sua voce rimbombava tra le montagne invisibili così come l'eco degli appelli delle marimbe, mentre lunghe file di visitatori avanzavano passo a passo sull'asfalto e su per la strada, verso il primo posto di controllo. "Fate due file", ha detto una ragazza della società civile urbana, "Le donne in una e gli uomini nell'altra". "E perché?" ha chiesto Adolfo Gilly: "Perché così vuole la comunità". E quindi, obbedienti, ci siamo separati a due metri di distanza e abbiamo iniziato a camminare per quattro chilometri, perché la coda di autobus e di pulmini che erano arrivati prima ci ha costretti a fermarci lontano.

Mezzo chilometro prima di Oventic ci siamo imbattuti in un posto di blocco degli zapatisti, col passamontagna ma senza armi, che montavano la guardia ad una fune tesa da un lato all'altro della strada per fermare, in caso di necessità, i carri armati nemici. Siamo passati senza problemi. Abbiamo proseguito oltre e abbiamo visto, allora, per la prima volta nella storia di questa guerra, le fasce al braccio della polizia zapatista che ripetevano la sigla "PZ" sui bicipiti di centinaia di uomini e donne uniti da bastoni neri per mantenere l'ordine. Questo meccanismo, all'inizio un po' sconcertante, è risultato essere una trovata ingegnosa, che ha permesso a centinaia di uomini da una parte e a centinaia di donne dall'altra di essere sottoposti ad un controllo completo come esige la sicurezza in questi casi, il tutto però ad un ritmo degno di una dogana europea. "Piacerebbe a Clinton avere un'organizzazione simile ad Atlanta" ha detto un barbuto australiano che slegava i lacci del suo zaino a mezzo metro da Eduardo Galeano, scrittore uruguayano che si fermerà molti giorni per raccogliere storie dello zapatismo.

Altre novità erano un vistosissimo mercatino delle cooperative degli artigiani della regione, i sontuosi tappeti di giunchi disposti nei dormitori, e le bibliche file di occidentali affamati che scherzavano pazientemente nella nebbia verso le pentole, lontanissime per alcuni, del fornello collettivo, che questa sera alimenteranno migliaia di stomaci oriundi di tutti gli angoli del pianeta. Il vecchio e famoso cineasta russo Pavel Lugui'n, guardava con attenzione i rustici giacigli di assi di pino quando, cogliendo nel segno, ha detto: "Qui sembra un misto di campo di concentramento e di anticamera del purgatorio", una frase che nella slavissima anima dell'artista chissà che può voler dire.

Tutto quanto si è detto significa, in poche parole, che l'Incontro dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, a partire da questa sera, quando l'evento sarà ufficialmente messo in moto, segnerà una pietra miliare nella storia di questa guerra della ragione contro l'assurdo.

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27 luglio 1996

Per costruire un domani di "integrazione e tolleranza" e un mondo nuovo "che comprenda tutti i mondi", l'EZLN ha fatto appello, inaugurando questa sera qui il Primo Incontro Intercontinentale per l'umanità e contro il Neoliberismo al quale assistono circa 3000 persone di 42 paesi dei cinque continenti. In un messaggio letto durante la cerimonia inaugurale dalla Mayor Ana Mari'a e firmato dal subcomandante Marcos, l'EZLN afferma: "Oggi, mille piccoli mondi dei cinque continenti sperimentano l'inizio della costruzione di un mondo nuovo e buono. " Nel dare il benvenuto ai partecipanti, aggiunge che qui, "nelle montagne del sud-est messicano, nei cinque continenti, si lotta per la vita e contro la morte". Poco prima, il comandante David aveva detto che il sistema sociale in cui viviamo oggi è un sistema di morte e non di vita. Il neoliberismo è un progetto di distruzione e morte, che porta solo a saccheggiare la ricchezza dei morti. Si era dichiarato a favore di un mondo più umano in cui regni la giustizia e una vera pace. A sua volta, la comandante Ortensia, a nome delle basi d'appoggio zapatiste, ha sottolineato che le donne hanno partecipato a tutti i livelli della lotta, ma sono quelle che più soffrono le ingiustizie, lo sfruttamento, le umiliazioni e le violazioni ai loro diritti umani, e hanno avuto minori opportunità di vivere degnamente, senza diritto di partecipare ai momenti decisionali.

In mezzo a un silenzio totale, la Mayor Ana Mari'a ha affermato che i componenti dell'EZLN sono divenuti soldati perché "Non vogliamo più la morte e l'inganno per i nostri, e neppure l'oblio" e ha aggiunto che prima del sollevamento del primo gennaio 1994,"per il potere che oggi è conosciuto a livello mondiale con il nome di Neoliberismo, noi non contavamo né producevamo, né compravamo né vendevamo, eravamo un numero inutile nei conti del grande capitale".

La cerimonia inaugurale, prevista per le 19, è iniziata alle 21,40 a causa della grande quantità di gente che ha dovuto muoversi fino a questo ejido situato in San Andre's Larrainzar, a più di 40 km da San Cristobal de las Casas. Nella cerimonia del "fuoco nuovo" (cerimonia di origine azteca che serviva come apertura solenne di un'era, costituita da un ciclo di 52 anni, N.d.T.) che è sempre un rito di benvenuto ad una nuova vita, sono entrati anziani, bambini e giovani che dal maestro di cerimonia, sono stati presentati come "gli uomini e le donne che collaborarono con la milizia zapatista durante i giorni dello scontro con le forze governative. Sono coloro che sostennero, alimentandola, la milizia, quelli che fecero un grosso sforzo sulle montagne".

Nel "luogo della resistenza contro la stupidità", come lo ha definito la Mayor Ana Mari'a, l'Aguascalientes di Oventic, hanno pernottato migliaia di persone di cinque continenti. Tra partecipanti c'erano lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano, l'ex guerrigliero venezuelano Douglas Bravo, l'attrice messicana Ofelia Medina, i poeti Oscar Oliva e Juan Banuelos, e Jan De Vos, tra gli altri, i quali hanno conversato con i partecipanti che andavano su e giù per l'Aguascalientes zapatista inaugurata nello scorso dicembre. Lì hanno acquistato i vestiti ricamati messi in vendita in otto posti improvvisati dalle varie cooperative di San Marcos. Mentre gli invitati continuavano ad arrivare nel pomeriggio e di sera, il maestro di cerimonia leggeva i saluti di varie organizzazioni nazionali e straniere. Quando la densa nebbiolina ha iniziato ad avvolgere questo ejido tzotzil alle sei del pomeriggio, gli invitati hanno iniziato a raggrupparsi a centinaia per ricevere il loro pasto che ha tardato varie ore, e ha provocato un considerevole ritardo nell'inaugurazione dell'Incontro. Questo si svolgerà con cinque tavoli dal 27 luglio al 3 agosto in vari punti della Selva e delle alture del Chiapas. Dopo vari annunci, la cerimonia ha avuto inizio. Alcuni membri del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno del Comando dell'EZLN, con a capo David e accompagnati da una ventina di guerriglieri, si sono seduti nell'ampio presidium. Lì, davanti ai circa 3000 partecipanti che ascoltavano attenti e inneggiavano all'EZLN e al subcomandante Marcos, il dirigente ribelle ha letto: "Noi vi abbiamo invitati a questo Incontro affinché veniate a cercare, a incontrarvi e a incontrarci". Nel documento di sette cartelle, l'EZLN ha aggiunto: "Tutti voi siete giunti nel nostro cuore e dovete vedere che non siamo speciali", ma che "siamo uomini e donne semplici e comuni". Secondo un comunicato stampa degli organizzatori dell'Incontro, fino ad ora si sono ricevute circa 300 relazioni per i cinque temi che si discuteranno per una settimana: politica, economia, cultura, società, diversità. Hanno annunciato la presenza di vari invitati, come Danielle Mitterrand, che arriverà questo fine settimana, e molti altri.

tradotto dal Comitato Chiapas di Torino

Indice dell'Incontro Intercontinentale