La Jornada 28 di febbraio di 1998

Martha García ¤ La Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani ha accettato che il problema indigeno trascende lo stato del Chiapas e "prenderà in considerazione" la richiesta del Congresso Nazionale Indigeno (CNI) di stendere la sua missione verso altre entità della Repubblica.

Nella riunione, dirigenti indigeni hanno dichiarato alla delegazione composta da rappresentanti di organizzazioni civili, religiose e politiche dell'Europa e dell'America Latina, che ``è un errore ridurre il problema indigeno al CHIAPAS''.

Questa opinione è stata considerata come una critica al lavoro della commissione, senza dubbio, si è chiarito, la sua presenza nelle zone chiapaneche è superata e stabilisce le basi del riconoscimento internazionale sulla situazione nel sud-est messicano.

Prima di esporre casi come quello di Los Loxichas, componenti del CNI hanno considerato ``interessante che questa commissione estenda il suo lavoro di osservazione ad altre zone di conflitto come Oaxaca, Guerrero e Michoacán.

Durante l'incontro realizzato a Città del Messico, gli osservatori hanno ascoltato una protesta generalizzata sull'impatto negativo della militarizzazione nelle regioni indigene, e hanno raccolto informazioni su aggressioni sessuali a donne in regioni occupate dall'Esercito Messicano.

Gli osservatori internazionali hanno risposto che durante il loro viaggio in Chiapas e nelle interviste, hanno osservato la "costante" problematica indigena nelle varie zone del territorio nazionale sulla militarizzazione e sulle condizioni di povertà.

La questione agraria è stato tema centrale nella sessione con i dirigenti indigeni provenienti da vari stati; è stato detto che la riforme all'articolo 27 costituzionale ha lasciato totalmente impreparate le comunità di fronte alla pressione della miseria e alla possibilità di affittare o vendere i loro poderi.

Il CNI ha chiarito a questa Commissione che nonostante la risposta negativa del governo per rispettare gli accordi di San Andrès e accettare la proposta di riforme costituzionali della Commissione di Concordia e Pacificazione (Cocopa) su diritti e cultura indigeni, il movimento etnico continuerà con la sua lotta politica pacifica.

Ha inoltre spiegato che le richieste dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale sono quelle di tutti i villaggi indigeni, che hanno acconsentito agli accordi di San Andrès. Su altri temi, ha descritto il palcoscenico politico al che si scontra in questo anno elettorale.

Ha fatto spicco la frammentazione comunitaria per l'ingerenza dei partiti politici e la penetrazione di gruppi religiosi. Ha qualificato caotico il contesto preelettorale in mezzo alla persecuzione di dirigenti sociali, militarizzazione e minacce giudiziarie.

La Commissione Civile Internazionale farà questo sabato una conferenza stampa prima di tornare ai differenti paesi informando le loro organizzazioni del viaggio in Chiapas.

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

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