La Jornada 25 agosto 1996

L'Esercito vuol far passare per civili le perdite subite

Salvador Guerrero Chiprés

L'Esercito Popolare Rivoluzionario ha "forze fresche" nella capitale del paese e in alcuni dei municipi più poveri dello stato del Messico, assicurano i comandanti Vicente e Oscar, due dei sette comandanti fino ad ora conosciuti, di questa organizzazione.

In una 'casa di sicurezza' dell'EPR e del Partito Democratico Popolare Rivoluzionario (PDPR), situata a meno di tre ore dal centro della città del Messico, entrambi i capi hanno detto a La Jornada che dopo la loro apparizione nel guado di Aguas Blancas, il 28 di giugno, hanno causato 59 perdite all'Esercito Messicano in operazioni nel Guerrero.

L'EPR stima in 23 mila il numero dei soldati mobilitati nella regione.

Scortati da un plotone di 11 miliziani e un tenete, in una stanza nei dintorni della città, completamente tappezzata con tela verde alle pareti di lato e con tela di alluminio di fronte, con le bandiere delle due organizzazioni e uno stendardo posto dietro ai comandati, questi hanno presentato le loro "considerazioni sulla situazione politica attuale".

Con la faccia coperta da una stoffa rossa con due piccoli buchi per gli occhi, hanno fatto un appello al governo per desistere dal suo tentativo di affogare in un "bagno di sangue" il movimento armato e hanno chiamato tutte le organizzazioni sociali ad "esigere che il governo rinunci a tale pretesa".

L'Esercito Messicano non presenta "un fronte definito", e così è stato obbligato a "ricomporre la sua distribuzione e la sua condotta tattica, non solo nel Guerrero, ma pure su tutto il piano nazionale".

Il comandante Oscar ha affermato: "Non abbiamo ancora utilizzato tutta la nostra forza di fuoco, contiamo con delle riserve".

Nonostante tutta l'informazione che il governo ha a disposizione, proveniente dai servizi di sicurezza militari: "continuano a volerci presentare all'opinione pubblica come un problema locale, come guerrafondai e radicali irrazionali".

Ha affermato che l'Esercito Messicano ha raccolto forze in Guerrero, Veracruz e Hidalgo, concentrandole nelle caserme. Questo è un indizio della preparazione di una nuova offensiva.

Rispetto al EZLN

I comandanti dell'EPR hanno detto che la presunta rivalità riscontrata dal governo federale fra l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) e l'EPR è semplicemente un'osservazione che fa parte delle "azioni di guerra psicologica, di disinformazione e di controinformazione".

Rispetto all'EZLN, hanno espresso rispetto per la sua lotta e per la sua decisione di terminare la fase armata con un accordo di pace.

Prima, durante la lettura di un documento, e dopo, durante l'intervista, i comandanti Vicente e Oscar hanno segnalato che nella vallata del Messico, del cui comando regionale si sono dichiarati responsabili, esistono "forze fresche" e "in accordo all'intensità dell'attacco governativo contro il popolo, siamo disposti ad agire" in modo da "dare un carattere più ampio alla nostra azione".

Il plotone di scorta dei due comandati era armato con: AK-47, mitragliatrici Uzi 9 millimetri, fucili R-15 del tipo 223 y 553, carabine 30 M-1 e mitragliette 9 millimetri. Alcuni portavano nella fondina Brownning, Taurus e Beretta 9 millimetri.

Qualche ora prima che il sottosegretario della Segreteria di Governo, Arturo Núñez Jiménez, dicesse che l'EPR ha una "presenza specifica" solamente nel Guerrero, i comandanti di questa organizzazione, integranti le cosiddette 'Comandancia Militar' e 'Comandancia General', hanno affermato che nella vallata del Messico si riflette veramente la situazione economica e sociale che soffre tutto il paese, e che questa situazione "ancestrale" rappresenta le fondamenta della loro esistenza: "C'è disoccupazione, miseria, carenze educative, carestia; ha smesso d'esserci la possibilità di un futuro di migrazione per quelli che fra gli anni sessanta e settanta hanno trovato qui un rifugio dalla povertà delle campagne", ha commentato Oscar.

In un comunicato in nove punti, letto davanti al giornalista, l'EPR-PDPR considera che il governo cerca di nascondere le perdite subite in combattimento chiamandole vittime civili, come è successo nel villaggio Encinos Prietos (nel Guerrero), dove sarebbero morti trenta soldati: "Continuano a dire che sono cuochi, servi, gente che comprava cibo e continuano ad insistere che noi siamo una pantomima".

La loro azione è di "autodifesa".

Hanno dichiarato: "Non desideriamo la guerra e non vogliamo dichiararla, però non possiamo rimanere con le braccia incrociate di fronte alla criminalità e all'impunità come forma di governo". Hanno criticato le sparizioni e "l'assassinio politico" e, in generale, "la repressione massiccia e selettiva" che si è sviluppata nel Guerrero e in altre regioni attraversate dalla Sierra Madre Oriental.

"L'azione" dell'EPR, hanno spiegato, "ha ed avrà un carattere di autodifesa". Hanno avvertito che risponderanno solamente alla repressione governativa ed hanno precisato che non vogliono sostituire la lotta legale nè ostacolare i processi elettorali del Guerrero e dell'Hidalgo.

Se il governo vuole evitare la strada militare, "deve rinunciare" e lasciare spazio per la formazione di un nuovo regime.

Hanno condannato "la politica d'ingerenza degli Stati Uniti in relazione al conflitto armato interno", che, hanno detto, si presenta "con le sfacciate raccomandazioni a una maggior concentrazione di truppe, cosí come con l'assegnazione di equipaggiamento, armi e consiglieri militari per reprimere il popolo e schiacciare il movimento rivoluzionario armato".

Il comandante Oscar ha accusato il governo di tenere come ostaggi dei "lottatori sociali", ingiustamente incarcerati.

"Di fronte alla minaccia di una maggiore repressione e di fronte al bagno di sangue che prepara il governo, chiamiamo il popolo e le organizzazioni sociali e politiche alla più ampia mobilitazione politica per esigere che rinunci a questa pretesa, che solo acutizza il conflitto armato, e faccia retrocedere le misure repressive messe in atto per schiacciare il movimento armato rivoluzionario e dia soluzione alle cause che hanno dato origine a tutto questo", ha letto Oscar davanti alla videocamera da otto millimetri, utilizzata da uno della scorta nella parte posteriore della stanza illuminata in modo tenue.

La Jornada 25 agosto 1996

Trova il governo il manuale per i miliziani reclutati dal gruppo

Salvador Guerrero Chiprés

Il governo federale, grazie ai servizi segreti militari, ha recuperato il testo con cui gli ufficiali dell'Esercito Popolare Rivoluzionario (EPR) istruiscono i loro nuovi miliziani alla guerra di guerriglia.

Il Corso Basico di Guerra, in 37 fogli, è stato ritrovato nel Guerrero.

Nel documento si dice che l'EPR cerca di costruire "un Messico socialista".

Affronta 25 temi: movimenti individuali dei combattenti, armamento e tiro, formazioni e movimenti in e per il combattimento, combattenti all'offensiva, in difesa, imboscata, manovre sul terreno, movimenti tecnici, lotta contro l'accerchiamento nemico, mimetizzazione, combattimento antiaereo con armi da fanteria a bassa altezza.

Altri punti sono: accampamento guerrigliero, marcia guerrigliera, sentinella, esplorazione, combattente come staffetta, terreno, esplosivi, disciplina militare rivoluzionaria, comando unico, orientamento, organizzazione di fuoco per il combattimento, così come pure combattimenti contro carri armati o altri veicoli blindati e "lavori d'ingegneria" di preparazione del terreno per proteggersi dal "fuoco nemico".

Disegnato al computer, il testo è stampato dalle due parti: "l'obiettivo del presente Corso Basico di Guerra è di fornire ai combattenti dell'EPR le conoscenze militari di base per lo scontro armato contro l'apparato militare e poliziesco della borghesia".

Oltre a questa considerazione esplicitamente ideologica ed a un testo sulla "disciplina militare rivoluzionaria", il documento consta di un'infinità di dettagli tecnico-operativi per ognuno dei punti.

Contiene illustrazioni sui movimenti del combattente. Precisa l'avanzamento: petto a terra, a quattro zampe, a passo d'oca, d'anatroccolo, d'anatroccolo modificato, di lato, a salti prima di buttarsi petto a terra.

Precisa metodologia, spiegazione e tempo per la pratica.

Si illustra come regolare il puntamento di un'arma e gli errori che possono accadere se non si regolano bene. Sono pure illustrate quattro posizioni per sparare con un'arma lunga ed altrettante per un'arma corta.

Presenta il diagramma di un elicottero, con sei "punti vulnerabili" in ordine di priorità: pilota, motore, serbatoio di benzina, rotore, elica posteriore, tubi di congiunzione. Tutti i punti appaiono segnalati. Si suggeriscono forme di attacco per un elicottero che sale e per uno che scende all'inseguimento di un gruppo guerrigliero.

Il tema 19, "esplosivi", riceve un'attenzione speciale. Si menziona la classificazione militare degli esplosivi. Si parla in dettaglio della manifattura di una "bomba di propaganda", di una molotov, di una "carica per demolire", di una "mina vietnamita" e di una "mina anticarro".

Sul combattimento contro veicoli blindati il testo dell'EPR presenta un disegno in cui si segnalano in ordine le parti vulnerabili: 'oruga', torretta, cosí come il motore e il deposito di munizioni. Precisa sette metodi per fermare un carro armato.

Per quanto riguarda la "disciplina militare rivoluzionaria", il Corso indica che per l'EPR è disciplinato "il combattente che in ogni momento compie con fermezza le missioni assegnate e mantiene una condotta accorde con le nostre norme, i principi e gli obiettivi".

Ricorda che la disciplina sbocca nella "marzialità e nella convinzione" richieste da tutti gli esercito. "La disciplina militare e la sua espressione obbediscono agli interessi di classe e determinano la differenza fra l'esercito borghese e quello rivoluzionario".

Aggiunge: "I soldati dell'esercito borghese sono a grande maggioranza d'estrazione popolare però difendono gli interessi della classe dominante, la borghesia, che sfrutta ed opprime tutti i lavoratori e pure loro, i soldati".

"L'esistenza di questi interessi antagonisti determina che si sforzino fisicamente, moralmente, materialmente e psicologicamente (non può essere altrimenti), i soldati e gli ufficiali di basso grado ad accettare norme ed ordini per difendere gli interessi della borghesia".

"I capi e gli ufficiali di più alto grado, più identificati ideologicamente con quegli interessi, si incaricano d'imporre questa disciplina.

E' questa differenza d'interessi che determina che le relazioni fra di loro siano di sottomissione e di castighi corporali e caratterizzate dalla quotidiana mancanza di rispetto per la dignità umana".

Precisa che se nell'EPR, capi e combattenti hanno lo stesso "interesse di classe", se esiste la "coscienza rivoluzionaria", le relazioni al suo interno possono essere di rispetto e cameratesche.

La disciplina militare, indica, viene danneggiata dal basso livello politico-ideologico, da errori organizzativi e dalle "scorrette" relazioni personali.

L'EPR, aggiunge, "ci introduce alla vita militare rivoluzionaria nella quale, nell'adempiere agli ordini, si esprimono tanto le necessità del nostro popolo come l'opportunità di dare il nostro contributo per la costruzione di un Messico socialista. E' necessario combattere le attitudini negligenti e liberali che intorbidiscono detto adempimento".

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)