II Incontro Intercontinentale per l'Umanità e contro il Neoliberismo

Spagna, 25 luglio - 05 agosto 1997

Compagni e compagne vi inviamo il testo che avevamo mandato per i relatori al 1° Forum dei promotori di salute che si è tenuto in Moises Gandhi, Regione Autonoma Tzotz Choj, Chiapas, dal 21 al 24 febbraio 1997.

In questo primo Forum si sono riuniti 91 lavoratori e promotori di salute di 16 municipi dello stato del Chiapas (Palenque, Frontera Comalapa, San Andres Sacamchen de los Pobres, Huixtan, Tierra y Libertad, Siltepec, Huitiupan, Chenalho, La Independencia, La Trinitaria, Chamula, Salto de Agua, Ocosingo, San Cristobal de Las Casas, Tila, Las Margaritas) in rappresentanza dei popoli Chòol, Tzeltal, Tzotzil e Tojolabal, per un totale di 15 organizzazioni e istituzioni (OPSAPMCH, Cultura Maya, Tojtzotze Li Maya, OCEZ-CNPA, Kinal Antzetik, XìNich, CEPAFOS, COLEM, CCESC, Area di Salute della Diocesi di San Cristobal, Kichan-ob, PRODUSSEP-Centro, PRODUSSEP-Sudest, MNSP, Promotor@s della Società Civile di Siltepec e Promotor@s di Salute di Palenque); c'erano pure partecipanti degli stati di Oaxaca, Veracruz, Jalisco e D.F.; osservatori e invitati nazionali ed internazionali così come membri di diverse Organizzazioni Non Governative.

Rimaniamo in attesa di vedere se ci sarà la possibilità che rappresentanti di questo Forum vengano a dire la loro parola al II Incontro Intercontinentale per l'Umanità e contro il Neoliberismo.

Da ALMA-ATA a MOISES GANDHI

Correva l'anno 1978 in un clima di Guerra Fredda. I cosiddetti paesi industrializzati difendevano la bandiera del benessere in un periodo di distensione, mentre rifiorivano i paesi non allineati. Fu in novembre quando i delegati di 134 paesi si riunirono in una città dell'allora URSS, Alma-Ata, per la realizzazione di una conferenza sulla salute che si concluderà con la nota "Dichiarazione di Alma-Ata, con lo slogan "Salute per tutti nell'anno 2000" e con la strategia "La Attenzione Primaria per la Salute" (APS).

Questa strategia fu considerata da qualcuno come riformista, da altri come rivoluzionaria e da altri ancora come utopica ed irrealizzabile. Da molti è stata criticata fin dall'inizio e in molti posti, come ad esempio in Messico, è rimasta lettera morta.

Corre l'anno 1997 in un clima di Guerra di Bassa Intensità. I paesi industrializzati difendono la bandiera del neoliberismo in un periodo di libero mercato che trasforma la distensione Est-Ovest in una tensione Nord-Sud, e ricerca e trova il nemico prima estero, ora dentro ad ogni paese: sia uomo o donna povero/a, differente, disadattato in una società sempre più militarizzata. È in febbraio quando 91 promotori di salute delle comunità di 15 organizzazioni che portano la voce delle loro comunità si riuniscono in una piccola comunità indigena del Chiapas, Moises Ghandhi, per realizzare un forum-incontro sulla salute che si concluderà con la "Dichiarazione di Moises Gandhi", lo slogan "La Salute nelle Mani del Popolo" ed una strategia: "La organizzazione".

Entrambi le dichiarazioni traducono le intenzioni. Nella prima i governi, dall'alto, decidono in teoria la politica che si deve applicare per la salute. Nella seconda i popoli, dal basso, sognano una politica per la salute come la vogliono. Comparare le teorie dei allora con i sogni di oggi ci può dimostrare che la speranza è viva e che la storia non è arrivata alla sua fine come ci vogliono vendere, ma invece per gli indigeni che credono che il tempo sia circolare, comincia una nuova tappa della storia in cui tutti/e possiamo diventare protagonisti.

I. In Alma-Ata i governi affermavano che la salute è un benessere completo e un diritto umano fondamentale che esige per il suo conseguimento l'intervento di molti altri settori.

I promotori di salute dicono che sì, che la salute è un benessere, però non un benessere statico, ma che invece contiene un potenziale di trasformazione della realtà, con capacità e motivazione per tutta l'attività sociale e politica.

Parlano e dicono che la salute è dignità, è vivere senza umiliazioni e che, naturalmente, la salute è una lotta che riconosce nei disprezzati, in quelli lasciati al margine, negli sfruttati, nei poveri, negli indigeni, la capacità per l'autodeterminazione.

Parlano, dicono e aggiungono che la salute deve avere assolutamente tre caratteristiche oppure non è salute:

  1. Essere per tutti/e, perché la salute non è individuale ma collettiva. Ed è, naturalmente, un diritto.
  2. Non si deve fare distinzioni, nella cura per recuperare la salute, di razza, colore, lingua, età, credo, genere, cultura, partito, denaro...
  3. E la responsabilità della salute deve stare nelle mani del popolo.

II. Hanno detto in Alma-Ata che la grave disuguaglianza nello stato di salute della popolazione era politicamente, socialmente ed economicamente inaccettabile.

Dicono i promotori in Moises Gandhi che questa disuguaglianza non solo è inaccettabile, ma pure provocata. Che il governo ha convertito la salute in un'arma, in uno strumento per distruggere gli sforzi organizzativi dei popoli e la loro salute. Trasformandola solo in un problema di attenzione medica, la salute rimane come di proprietà di un piccolo settore della popolazione, che trae beneficio da questa perché ha denaro. Il governo elimina così la responsabilità e il protagonismo del popolo nel controllo della salute e dei suoi centri, convertendolo in un mero oggetto di beneficenza dei programmi ufficiali.

III. Allora, i governi dicevano che lo sviluppo economico e sociale era d'importanza fondamentale per ottenere il massimo di salute e che la promozione e la protezione della stessa contribuiscono a migliorare la qualità della vita.

Oggi i promotori dicono che il massimo di salute non ci sarà come conseguenza di uno sviluppo economico ma invece con la partecipazione attiva della popolazione nel prendere le decisioni. Propongono la creazione di una rete di promotori e di comitati di salute del popolo per ogni comunità ed istituzione di salute, affinché partecipino in tutto il processo di programmazione, esecuzione, valutazione, vigilanza e controllo del funzionamento dei centri di salute. Si accetta che un minimo di benessere implica una buona alimentazione, abitazione, igiene nelle case, acqua potabile, luce e servizi medici, assenza di inquinamento per agrochimici, terra per lavorarla ed educazione, però pure una buona organizzazione, libertà, rispetto per la cultura e giustizia. Senza questo minimo non si può parlare di salute.

IV. Dissero in Alma-Ata che il popolo ha il diritto e il dovere di partecipare alla propria attenzione per la salute.

In Moises Gandhi dichiarano che la comunità ha il diritto di partecipare, non solo nel funzionamento di questi centri (che dovrebbero chiamarsi d'infermità perché è questa che combattono) ma anche in tutto ciò che preveda la creazione della salute. In questo senso si riferiscono al fatto che i promotori sono persone elette dalla comunità per promuovere azioni che in modo organizzato permettano di migliorare le condizioni di vita e di salute della popolazione.

V. Continuò Alma-Ata affermando che i governi avevano l'obbligo di proteggere la salute dei loro popoli affinché nell'anno 2000 si arrivasse ad un livello di salute che permettesse di portare avanti una vita sociale ed economicamente produttiva, essendo l'Attenzione Primaria della Salute la chiave per conseguire questa meta.

I promotori dichiarano che il governo non solo ha trascurato quest'obbligo, ma che è responsabile di attentare alla salute della popolazione. Non solo per mantenere delle condizioni di vita e di lavoro che sono considerate come condizioni d'infermità, ma pure di aggravarle con delle condizioni di guerra generate dalla militarizzazione delle comunità e che sono "necessarie" per dividere e controllare. Una di questi condizioni è la difficoltà che il sistema di salute impone ai promotori per impedire lo sviluppo delle loro attività.

Di fronte a questa situazione i promotori dichiarano che l'organizzazione è la chiave per raggiungere la meta di una salute come loro la concepiscono e la sognano.

VI. Definirono l'Attenzione Primaria per la Salute (APS) come l'assistenza sanitaria essenziale posta alla portata di tutta la comunità mediante la sia piena partecipazione e con spirito di autoresponsabilità e autodeterminazione.

I promotori hanno parlato e hanno aggiunto che la salute, non solo l'attenzione medica, deve stare nelle mani del popolo per evitare che sia una politica imposta dal di fuori. Sono d'accordo con l'autodeterminazione e l'autoresponsabilità però da parte delle organizzazioni che costruiscono potere popolare, perché difendono il fatto che il popolo sia capace di curare la propria salute e prendere le proprie decisioni. Sostengono che le comunità possono e debbono partecipare nell'elaborazione delle politiche di salute e per questo insistono nella creazione di una rete di promotori e di comitati per la salute del popolo. È in questo lavoro di costruzione della salute dove il recupero della cultura e la valorizzazione della dignità diventano elementi fondamentali di resistenza e di costruzione in un mondo che pretende la globalizzazione.

VII. Per Alma-Ata l'APS era una strategia che consisteva in:

In Moises Gandhi la strategia è l'organizzazione, che consiste in:

- Educazione sui problemi di salute.

- Promozione di distribuzione di alimenti.

- Acqua potabile e risanamento di base.

- Assistenza materno-infantile.

- Immunizzazione.

- Prevenzione e lotta contro le infermità endemiche.

- Trattamento di malattie e di traumi comuni.

- Somministrazione delle medicine essenziali.

- Recuperare la cultura, la storia, la memoria dei popoli come forma di valorizzazione della loro dignità e come apporto per l'uso di misure preventive e curative più in accordo con la loro cultura.

- Rafforzare le misure preventive nella comunità con acqua potabile (non solo con tubi), latrine, trattamento dell'immondizia, orti... vaccinazioni.

- Professionalizzazione integrale dei promotori con differenti metodi di promozione, prevenzione ed attenzione della salute, con la socializzazione delle conoscenze a tutta la comunità.

- Il reincontro con la salute, l'amicizia e la fiducia degli anziani, affinché le loro conoscenze non si perdano.

- Accompagnare il popolo nelle sue azioni di resistenza di fronte alle molte forme della violenza in cui vive.

Sostengono inoltre i promotori che la strategia per resistere alla guerra di bassa intensità del governo (che nelle comunità viene sentita di alta intensità) include:

- Rafforzare le organizzazioni, rafforzarsi nella parola di Dio, rafforzare le tradizioni e la cultura e solidarizzare nella sofferenza.

- Esigere che escano dalle comunità tutti i gruppi violenti che dicono di combattere la violenza (militari, paramilitari, giudiziari, sicurezza pubblica...)

- Evitare le aggressioni evitando le provocazioni e gli incontri con questi gruppi.

- Essere preparati alle conseguenze con una buona informazione che circoli, con preparazione in salute mentale, nel primo soccorso, con analisi della situazione, tecniche per il trattamento dell'acqua, alimentazione e cassetta di pronto soccorso.

- Assicurare l'attenzione a bambini, anziani e disabili.

- Denunciare a organizzazioni nazionali ed internazionali affinché si ascolti la voce delle comunità ed i loro diritti, e si sappia quello che l'informazione ufficiale vuole occultare: Che c'è guerra.

VIII. Dicevano in Alma-Ata che tutti i governi dovevano formulare politiche, strategie e piani per iniziare e portare avanti l'Attenzione Primaria di Salute.

Esigono i promotori in Moises Gandhi di partecipare nella creazione delle proprie leggi di salute regionali, dato che una forma importante di democrazia e di autonomia è che la salute stia nelle mani del popolo. Se i problemi di salute si devono ad un sistema ingiusto, bisogna cambiarlo unito, promotori, comunità e villaggi, e non aspettarsi che i governi ci dicano che daranno una soluzione.

IX. Stabilirono in Alma-Ata che tutti i paesi dovevano cooperare con solidarietà per garantire l'Attenzione Primaria di Salute.

Dicono in Moises Gandhi che la soluzione non verrà da fuori, ma dai promotori di salute che s'impegnano nella lotta per migliorare le condizioni di vita, per organizzarsi e credere in loro stessi, per servire meglio, per recuperare la salute e il diritto alla vita nelle loro comunità.

In Alma-Ata, diciotto anni fa terminava così la Dichiarazione, firmata pure dal Messico, dicendo che: "È possibile riuscire ad ottenere un livello accettabile di salute per tutta l'umanità nell'anno 2000 mediante una utilizzazione migliore delle risorse mondiali, una parte considerevoli delle quali viene destinata per armamenti e conflitti militari. Una autentica politica d'indipendenza, pace, distensione e disarmo potrebbe e dovrebbe liberare le risorse per fini pacifici..."

Oggi, alle porte dell'anno 2000, solamente in Chiapas, il governo messicano destina più di "200 milioni di dollari all'anno per le spese militari, senza contare: l'offensiva di febbraio del '95, le spese per le fortificazioni, l'acquisto di nuovi aerei, carri blindati ed elicotteri durante la gestione di Carlos Salinas, spese in munizioni, perditi di equipaggiamenti e di vite umane, spese di ricoveri ospedalieri, salari per: consiglieri militari stranieri, funzionari della PGR, del Ministero della Difesa, della Cocopa, o dei consiglieri della Aric ufficiale." (Chiapas en Cifras: 1997). E la "Cooperazione ufficiale Internazionale" si traduce in vendita di aerei "pilatus" svizzeri, elicotteri nordamericani e russi, blindati francesi, fusili israeliani, carri da combattimento austriaci, ...e consiglieri militari di differenti paesi, Cile, Argentina, U.S.A., Israele, Italia, Spagna, Guatemala, ...non per appoggiare la salute, ma per massacrare e terrorizzare nelle comunità.

I promotori che si sono incontrati nel Forum di Moises Gandhi non conoscevano la Dichiarazione dei governi in Alma-Ata, però questo non è stato un impedimento nell'elaborazione di una dichiarazione di valore incalcolabile.

Come è successo con Alma-Ata non mancheranno quelli che disprezzeranno la parola dei promotori tacciandola di radicale, impossibile o utopica. Ad Alma-Ata la ridussero, ai sei mesi dall'atto, in un programma di semplici aiuti tecnici, però questa nuova dichiarazione non è riducibile. In Moises Gandhi, dove si sono cercate le radici dei problemi, i promotori incontrano e valorizzano la vita dei popoli.

La Banca Mondiale, nella sua relazione del 1993 "Investire in Salute", propone la salute come un mezzo per incrementare l'accumulazione privata e i servizi di salute come un settore di crescente interesse economico, dove l'importante non sono le persone ma gli investimenti; dove la salute cessa di essere un diritto per trasformarsi in un bene privato; dove il governo attua solo se i privati non vedono beneficio; dove i responsabili della salute non sono né il pueblo né il governo, ma invece l'individuo o la famiglia; dove la beneficenza sarà la salute dei poveri per compensare le politiche di aggiustamento; dove la salute non è per tutti né è uguali per tutti, ma invece ognuno avrà quella che gli permetterà il suo salario, e dove l'integrità della salute sparirà in interventi puntuali a basso costo e ad alto effetto. Questa altra radicalità conserva nelle sue radici il mercato e il denaro.

Il punto intermedio che avrebbe potuto essere Alma-Ata lo hanno dinamitato i governi con la loro indifferenza ed è rimasto convertito in una cortina di fumo. Oggi, al dissiparsi del fumo, appaiono queste due chiare tendenze. Ci tocca decidere fra la vita e il mercato .

Il governo ha già optato per il mercato.

Per l'umanità e contro il neoliberismo è la nostra opzione.

Equipe di relatori del Primo Forum dei Promotori di Salute.

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