SECONDO INCONTRO INTERCONTINENTALE PER L'UMANITÀ E CONTRO IL NEOLIBERISMO

LE SEDI

(tradotto da "Aguascalientes" - Bollettino Informativo Andaluso di Solidarietà col Chiapas - N§ 5)

Il Tavolo di Madrid e la Inaugurazione avranno luogo principalmente in due cittadine al nord della capitale, San Sebastian de los Reyes e Alcobendas, che sono solo separate da una strada.

I partecipanti saranno divisi in due gruppi in modo che entrambe le località siano coinvolte nell'Incontro. Un gruppo di giovani delle cittadine si è organizzato per partecipare direttamente alla Tavola e sta aiutando sia nella diffusione delle notizie che nel reperimento di finanziamenti. Madrid accoglierà approssimativamente i 4.000 partecipanti per l'Inaugurazione dell'Incontro.

Ruesta (Aragon) si trova alle porte dei Pirenei Navarri e Aragonesi, nella regione de "Le Cinque Alte Ville". Il fiume Aragon, che scorre nella valle, forma il "Canale di Berdun", corridoio naturale che attraversa il "Cammino di Santiago".

La sierra della Leyre al nord e la Pegna Musera al sud circondano l'enclave roccioso su cui è nata la cittadina che domina il lago artificiale di Yesa, noto col nome di "Mar dei Pirenei". Ai piedi di Ruesta sbocca nel pantano il torrente Regal.

L'altitudine è di 554 metri ed il clima è tipico della mezza montagna: con inverni poco rigidi, autunni e primavere gradevoli ed estati calde di giorno e fresche di notte.

Questa Tavola può ospitare da 300 a 350 partecipanti.

La Catalogna mette a disposizione 12 sedi.

Il Priorat è una delle zone più povere e abbandonate della Catalogna. Nei suoi dintorni ci sono centrali nucleari e immondezzai.

La Serra D'Almos è in lotta per staccarsi da Tivissa, municipio vicino, e praticamente è l'Associazione degli Abitanti quella che fa da Consiglio Municipale. Si sono incaricati di ospitare l'Incontro e stanno piantando patate, angurie, ecc. per evitare l'uso del denaro. Vogliono presentare due mostre sulla collettivizzazione durante la guerra nella loro zona e sulla lotta contro il nucleare.

Llobregat è una zona nella periferia di Barcellona con una grande tradizione di lotta. Il Tavolo sarà a L'Hospitalet, nella Vakeria, casa occupata da ormai cinque anni e Chichigua (gruppo di solidarietà che conta sull'appoggio di gente di Sant Boi, Viladecans, ecc.) collabora nell'organizzazione del Tavolo.

Simile è il caso di Terrassa, Valle Occidentale, dove l'Assemblea degli Okupas, ha già realizzato 9 occupazioni. E c'è una radio libera pure nel progetto.

Tarrega è una città di Lerida, che rappresenta una delle zone più abbandonate e lontane.

Il Maresme è una zona turistica ed agricola, e qui si trova Areys de Mar, che presenta molti problemi per l'immigrazione e le distruzioni provocate dall'industria turistica.

Sants Hostafranchas c'è grazie all'iniziativa della Hamsa, un grande spazio occupato, è uno dei quartieri più caratteristico di Barcellona.

Nou Barris fa parte della periferia ed è uno dei quartieri con più presenze e più tradizione di lotta. Si è formato un gruppo che ha riunito il Centro Civico, l'Ateneo Popolare, la radio libera, ecc., che fanno parte della tradizione di lotta del quartiere da sempre.

Nella Valle Orientale, Granollers sarà un'altra sede. È situato nella zona industriale e in questo momento sta portando avanti una lotta molto forte contro il IV Cinturon.

In Sant Andreu, quartiere vecchio di Barcellona, si trova un altro spazio occupato recentemente e nelle stesso modo si sono invitate e coinvolte le entità del quartiere.

Nel centro, nel quartiere Cino, vi sarà un altro punto, dato che rappresenta un quartiere che viene ristrutturato e modernizzato e è dove con più violenza si presentano tutti i problemi urbani, dove vive molta gente giovane e vecchia, immigrati, ecc.

Can Pascual, è una terra occupata nella sierra di Collcerola, la montagna di Barcellona, che volevano mettere all'asta pubblica per dei progetti, ma è stata occupata da gente che la lavora in autogestione e lì stanno vivendo circa 30 persone grazie a coltivazioni, laboratori, ecc.

Le sedi in Catalogna hanno una disponibilità per 2.000/2.500 partecipanti.

Il centro di Turismo Rurale e per l'Educazione Ambientale El Carambolo di Almunecar (Granada) è situato in una cascina rustica, di circa 20.000 metri quadrati, dove si effettuarono ricerche e prove e verso la fine degli anni '40 si iniziò l'introduzione della coltivazione subtropicale della penisola.

Il Centro ha l'obiettivo di coscientizzare ed educare sui problemi ambientali, di potenziare l'agricoltura ecologica e di cercare di cambiare i valori e l'atteggiamento delle persone, insomma di aprire delle strade verso uno sviluppo ecologico e sostenibile dell'agricoltura, del turismo e del medio-ambiente in generale.

Il Centro è situato nel mezzo della valle tropicale del Rio Verde di Almunecar, ad un chilometro dall'abitato, con vista sulla sierra dell'Almijara e sul mar Mediterraneo.

Ha una serra vivaio, una serra invernale, 15.000 metri quadrati di piante subtropicali, così come coltivazioni ecologiche ed una riserva per l'allevamento di camaleonti.

Ci sono corsi, laboratori, ecc., organizzati da professori, studenti, gruppi ecologisti, associazioni...

Lo spazio riservato all'allevamento ed alla ricerca sul Camaleonte Comune (specie esistente in Almunecar e attualmente in pericolo di estinzione), ha l'obiettivo di allevarli in cattività per poi reintrodurli nel loro ecosistema dove fino a non molto tempo fa ce n'erano molti.

Almunecar può ospitare circa 500 partecipanti.

La cascina El Indiano, situata a Porto Serrano (Cadice), di 300 ettari, è un'area che una volta apparteneva ad una multinazionale "mafiosa". Lo Stato l'ha espropriata ed è passata a far parte dei latifondi dello Stato in Andalusia, cioè in una zona dove la disoccupazione colpisce in modo feroce la popolazione.

I cooperativisti, che hanno occupato e si sono messi a lavorare sui terreni di questa cascina, sono membri del SOC (Sindacato degli Operai della Campagna) e del Medio Rural di Andalusia. Dalle assemblee del sindacato era sorta l'idea dell'occupazione permanente, con l'appoggio del SOC di tutta l'Andalusia, di questa cascina, che avevano già occupato simbolicamente per quattro volte.

Ora, non essendo proprietari della cascina, non hanno accesso agli aiuti che ricevono gli altri agricoltori, però questo non è un ostacolo.

La lotta quotidiana di questi lavoratori giornalieri è un'autentica resistenza contro il Neoliberismo, perché oltre ad aver trovato una soluzione al problema della disoccupazione, hanno molto chiaro che vogliono differenziarsi bene dai progetti imprenditoriali capitalisti.

Sul piano economico cercano di rendere la cascina efficiente, ma non efficientista, vale a dire, non pretendono di avere un'attività che cerchi il massimo profitto a costo di un supersfruttamento delle risorse naturali, vogliono solo conseguire il guadagno necessario per essere autosufficienti e per poter vivere con dignità senza altre pretese (sul piano economico). Sono coscienti delle difficoltà che possono incontrare su questa strada in una società competitiva e per questo optano per la vendita diretta per eliminare i costi dell'intermediazione e porsi in modo indipendente di fronte alle leggi di mercato imposte dalle multinazionali. Cercano inoltre di praticare forme di produzione biologiche ed ecologiche, che non sfruttino la terra, né la avvelenino con prodotti tossici, cioè tentano di non inquinare, di non distruggere e di rispettare al massimo la natura. Pretendono di dimostrare che si può vivere della terra in Andalusia e che è possibile lavorarla con criteri sociali. E, nello stesso tempo, creare occupazione in modo collettivo e sociale.

Vogliono condividere i mezzi economici e le forme di produzione nella vita quotidiana per dimostrare che è possibile una vita non basata sull'Individualismo e sul Consumismo, ma invece sulla Solidarietà, sulla condivisione e sulla proprietà collettiva.

Anche il loro modo di organizzarsi è assembleario. Le decisioni vengono prese discutendo fra tutti fino a raggiungere il massimo consenso possibile. Si rendono conto che non è facile mettere in pratica queste idee, perché il sistema economico competitivo in cui viviamo favorisce gli individualismi e tutto diventa difficile per i progetti collettivi come questi. Sanno pure che la loro forza sta nell'appoggiarsi e nell'appoggiare altri gruppi che come loro resistono al Neoliberismo.

Per questo motivo hanno deciso che questo è un buon posto per il Secondo Incontro Intercontinentale per l'Umanità e contro il Neoliberismo.

In questa sede si celebrerà la chiusura dell'Incontro ed ha una capacità di accoglienza di 500/600 partecipanti al tavolo e di 4.000 per la chiusura.

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Indice del 2° Incontro Intercontinentale