La Jornada 6 novembre 2004
Inviata una lettera alla Semarnat ed al governo chiapaneco
LACANDONI VOGLIONO FERMARE IL DRENAGGIO CHE SBOCCHERÀ NEL RIO LACANJA
ROSA ROJAS

Autorità della comunità indigena lacandona di Lacanjá Chansayab e dell'ejido Lacanjá Tzeltal, entrambe del municipio di Ocosingo, hanno chiesto al titolare della Segreteria dell'Ambiente e delle Risorse Naturali (Semarnat), Alberto Cárdenas, ed al governatore del Chiapas, Pablo Salazar, la cancellazione di un'opera di drenaggio - avallata dalla Commissione Nazionale dell'Acqua - nell'ejido di Cintalapa, nello stesso municipio, le cui acque nere confluirebbero vicino alla sorgente del Lacanjá, con conseguente inquinamento del fiume.

In una lettera indirizzata ai citati funzionari - con copia alle commissioni Nazionale e Statale dei Diritti Umani, al procuratore federale per la Protezione dell'Ambiente e all'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT) del Messico - gli indigeni segnalano che il fiume Lacanjá è il confine est e nordest della riserva della biosfera dei Montes Azules, ed il suo inquinamento colpirà le loro comunità che si riforniscono lì per l'acqua da bere e per il consumo domestico.

"Questa assurda opera del governo sta provocando un grave confronto tra noi ed i fratelli dell'ejido Cintalapa, già il 24 maggio scorso una commissione di ejidatari di Lacanjá Tzeltal che stava realizzando in forma pacifica una verifica del compimento degli accordi, è stata aggredita a colpi di machete dalla gente di Cintalapa", avvertono.

I firmatari dichiarano: "non capiamo come è che le autorità federali e statali ripetono alla radio e televisione di essere molto preoccupate per la riserva dei Montes Azules, mentre costruiscono ed appoggiano questa opera che colpisce gravemente la flora e la fauna del posto".

Aggiungono che da due anni manifestano per iscritto il loro dissenso per l'opera alle diverse autorità di Tuxtla Gutiérrez; non è mai stata consegnata loro nessuno studio di impatto ambientale che dovrebbe essere pubblico, in accordo con la legislazione ambientale vigente, e dopo più di sei riunioni istituzionali avute con diversi funzionari statali e federali, non è stata consegnata loro nessuna copia del rapporto tecnico né degli studi che giustificano l'opera di drenaggio, per poterli analizzare.

Invece, i funzionari "si sono presi gioco di noi non rispettando gli accordi presi", continuando l'opera e non eseguendo indagini sul campo che avevano concordato. Affermano anche che il modo in cui il governo ha progettato e costruito l'opera "è in totale violazione" dei loro diritti come popoli indios, secondo quanto stabilito dal Trattato 169 della OIT.

(tradotto dal Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)

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