La Jornada 28 gennaio 2000

La CCIODH avverte:

peggioramento della situazione in Chiapas

* Parigi denuncia restrizioni alla sua missione

* Si esige un osservatore permanente dell'ONU nella zona

Afp, Parigi, 27 gennaio * La Commissione Civile Internazionale Osservatori dei Diritti Umani (CCIODH), che ha viaggiato nello stato del sudest del Chiapas (Messico) tra il 15 e il 25 novembre scorso, ha costatato il "peggioramento" della situazione nella zona e ha chiesto "la presenza permanente di un osservatore speciale" dell'ONU.

In una conferenza stampa questo giovedì a Parigi, per presentare le conclusioni preliminari, la CCIODH ha sollecitato "un osservatorio di controllo permanente dei diritti umani" tra gli Stati Uniti d'America e Messico.

La CCIODH, formata da ONG, giornalisti, universitari, membri di chiese, partiti politici e sindacati, ha denunciato "le restrizioni" imposte alla missione.

Secondo Astrid Sobreiro, dell'organizzazione France Libertués, delle 41 persone che viaggiavano in Chiapas provenienti da 10 paesi differenti, "solo undici hanno ottenuto il visto" FM3 necessario per il lavoro di osservatore internazionale nella zona.

Ha detto che nel paese, "nei posti militari che la commissione ha dovuto attraversare, siamo stati oggetto di controlli costanti e ripetuti". Nella delegazione, le autorità messicane hanno castigato specialmente gli "italiani e gli argentini, le cui richieste di visto sono stati rifiutate in blocco", ha sottolineato Tony Soldevilla, del collettivo Ya Basta.

Nessuno dei sei italiani e dei tre argentini che hanno voluto andare in Chiapas hanno ricevuto l'FM3. Dei 13 membri che componevano la delegazione spagnola, solo due hanno ottenuto il visto.

Per dieci giorni la CCIODH si è incontrata con rappresentanti della società civile messicana, indigeni, politici statali e locali e comandi zapatisti.

L'alta commissaria dell'ONU per i Diritti Umani, Mary Robinson, nella sua visita dal 23 al 27 novembre si è incontrata con la commissione. In questo lasso di tempo gli osservatori "hanno avuto libertà di movimento", ha spiegato Soldevilla. Soldevilla ha aggiunto che ciò è spiegato "dalla campagna pubblicitaria del governo messicano di fronte all'opinione pubblica internazionale".

La CCIODH constata nelle sue conclusioni preliminari che "l'applicazione degli accordi di San Andrès sono ad un punto morto". "L'incremento di effettivi dell'Esercito, degli accampamenti e dei posti di controllo", contribuisce al blocco della situazione. Secondo Tony Soldevilla, il ritiro dell'Esercito "non risolverebbe tutti i problemi però costituirebbe una prova di buona volontà".

Helene Roux, giornalista nicaraguense, che ha già fatto parte del primo viaggio della Commissione nel febbraio del '98, ha stimato in 17 mila i profughi a causa del conflitto.


(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)



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