Aumenterà fino a 20 mila elementi la Policía Federal Preventiva

Facciamo sul serio, avverte il contrammiraglio Wilfrido Robledo

Nell'operazione, 4 mila 899 membri della Tercera Brigada de Policía Militar

(da El Financiero, 11-12-99)

Sono già attivi nel paese circa settemila poliziotti federali preventivi.

Raggiungeranno il numero di 13 mila nel febbraio prossimo (2000) e aumenteranno almeno a 15 o 20 mila elementi in un futuro non lontano.

Questo lunedì, la potente Polizia Federale Preventiva (PFP) celebra, a San Luis Potosí, il primo anniversario della legge che l'ha creata.

Secondo questa legge, la PFP dovrebbe essere la fusione delle polizie Federal de Caminos, Fiscal e della Migración. Tuttavia, oggi la sua composizione maggioritaria è di quasi cinquemila militari e circa 800 membri del vecchio CISEN (Centro de Investigaciones y Seguridad Nacional) del ministero degli interni messicano (SEGOB).

Ciò che si pretende con la nuova corporazione, spiega il commissario incaricato della PFP, il contrammiraglio Wilfrido Robledo Madrid, è di rilevare la polizia Judicial Federal dalla funzione preventiva e l'Esercito dalle funzioni di polizia che gli sono state assegnate attualmente.

Spiega nei dettagli le ragioni: "L'Esercito ci metterebbe anni a venirne fuori dalle funzioni di polizia che gli sono state assegnate. Precisamente per questo dobbiamo crescere. Si vorrebbe che tutto il personale PGR (Procura Generale della Repubblica) eseguisse gli ordini di cattura invece di controllare i bagagli all'aeroporto alla ricerca di droga. Questa è una funzione preventiva e comunque di Dogana".

Robledo Madrid fornisce i dettagli e i precedenti che hanno generato questa PFP (almeno dal 1992), nella quale gli organismi civili vedono una modalità istituzionale per trasgredire i diritti umani.

"Bisognerebbe vedere, però, chi dice che siamo temibili. Credo che ci sia paura perché stanno vedendo che facciamo sul serio. Abbiamo dato buoni risultati e questi sono rivolti contro i nemici ad alto rischio della società."

- Si riferisce al suo modo di agire nella cattura dei dirigenti guerriglieri dell'ERPI?

"Dell'ERPI, di Daniel Arizmendi, di Los Ponchos, di La Víbora (questi ultimi tutti sequestratori). Da prima che ci costituissimo in Policía Federal Preventiva. Sono lavori che abbiamo fatto noi e che probabilmente continueremo a fare." Il contrammiraglio appartiene ai servizi segreti e allo spionaggio politico da parecchio tempo. Gli è toccato seguire il caso dei sequestri degli industriali Harp Helú, Vargas, Losada e Sekiguchi. "Tutti questi sequestri li abbiamo indagati. Perché? Perché hanno un legame con il PROCUP, che ora è l'EPR" (entrambi gruppi armati ribelli).

Terrorismo globale

Il commissario incaricato della PFP si congratula del fatto che in Messico non stanno avvenendo con frequenza reati di terrorismo e sabotaggio, "ma non ci metteranno molto ad arrivare da tutte le parti".

- Come, non ci metteranno molto?

Robledo Madrid espone il suo concetto sul tema: "Bene, se si globalizza l'economia, accade che si globalizzi anche il terrorismo. Prima il terrorismo era diretto contro i capi di Stato. Ora è diretto ad ammazzare il maggior numero di innocenti per creare terrore. Può essere con fini fondamentalisti, ma può essere anche con fini molto specifici, per interessi di qualsiasi tipo. Facciamo l'esempio di un blocco di 11 paesi, come l'Europa, che sono in associazione nel commercio comune; se colpisci uno forse destabilizzi tutto il blocco."

- Ma, il Messico, cosa ha a che vedere con tutto ciò?

"Anche noi facciamo parte di un blocco commerciale, quello dell'America del Nord. La creazione di blocchi, l'economia, tutto questo inviterà in futuro ad atti terroristici."

Gli incaricati della sicurezza nazionale si sono preparati per queste eventualità da diversi anni, come rivela il contrammiraglio ex coordinatore del CISEN.

Già dal 1994, con l'irruzione dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), si costituisce il Gat (Gruppo Antiterrorismo) che è un'istanza interistituzionale.

"Abbiamo iniziato a riunirci tutti i venerdì per vedere com'era la situazione del paese in base alle minacce che c'erano state contro le installazioni strategiche, gli artefatti esplosivi che sono stati messi ai tralicci elettrici, le bombe a Plaza Universidad, davanti al Campo Militare, altre ad Acapulco. Bene - indica - tutto ciò ci ha portato a costituire i Gruppi Interistituzionali, con procuratori che lavoravano e concentravano l'informazione in un solo documento in cui si davano le linee d'azione e ogni dipartimento sapeva cosa fare in materia di prevenzione e di esecuzione, ognuno nella sua area di responsabilità."

Ci fu anche un incremento delle rapine su strada. Nel 1992, gli Stati Uniti avevano distribuito cartine turistiche in cui si descriveva il pericolo sulle strade messicane.

"Esiste nel 1992 un allarme nel settore dell'autotrasporto, e il ministero del Turismo ci dice che bisogna fare qualcosa in materia di rapine di strada. Così si forma il Consejo Nacional de Seguridad en Carreteras".

Dopo verrà il momento dei sequestri nel 1993, 1994 e 1995. Gli organismi di Sicurezza Nazionale indagarono solo su quelli collegati con gruppi guerriglieri.

"Mentre passa il tempo, arriva il momento in cui noi diventiamo l'unica area di cui si ha fiducia per incaricarla di questioni di grande portata, cioè i gruppi di sicurezza nazionale interistituzionali che si riunivano tutti i venerdì. Da lì deriva il Gruppo d'Installazioni Strategiche, poi il Gruppo contro il Traffico di Armi. E poi ci ordinano di cambiare la nostra struttura per occuparci di reati della delinquenza organizzata."

Questa è la direzione che ha favorito la nascita della PFP. Nel 1998 si presenta un primo progetto, con diverse tappe, che inizia con l'incrementare il numero dei membri operativi del CISEN (che passeranno da 500 a più di 700).

Poi si crea l'Unidad de Coordinación Interinstitucional de Policías Federales (denominata UCIDGAT, perché continuava a essere il Gruppo Antiterrorismo).

"Non si diceva che era la base della PFP - commenta - ma nel progetto che era stato approvato nel Gabinetto della Sicurezza Nazionale sì era contemplata questa tappa. E precisamente si prende la decisione che l'Unidad esca dal CISEN."

L'antica UCIDGAT è l'attuale struttura dell'area antispionaggio della nuova PFP.

- La legge cita le polizie di Caminos, Migración e Fiscal come le componenti della Federal Preventiva, ma non allude mai né all'Esercito né al CISEN. Come mai questo cambiamento?

"Bene, praticamente il CISEN non è citato perché era già in un processo di aggiornamento. La PFP fonde le polizie federali. Ma la base di ciò che sarebbe stata la PFP esisteva già presso il ministero degli interni (SEGOB), l'embrione diciamo che era l'UCIDGAT, che di fatto stava già coordinando le polizie federali. Anche la parte dei militari non viene contemplata. Il ministro della Difesa Nazionale ha proposto che il personale dell'esercito impiegato nelle funzioni di polizia passasse definitivamente alla Federale Preventiva. Abbiamo 4.899 militari appartenenti alla Terza Brigata della Polizia Militare. Loro sono stati commissionati, poiché continuano ancora a ricevere il salario, e le loro prestazioni sono ancora all'interno del Ministero della Difesa. Aspettiamo fino ad avere un progetto di servizio civile e in questo caso vedremo se loro accettano di passare alla PFP. Dovrà essere volontario. Era un'unità che sarebbe cresciuta di anno in anno fino a raggiungere un numero sufficiente per affrontare i suoi compiti. Quindi, in qualche modo, la Difesa (Sedena) ci ha risolto subito il problema di avere immediatamente una forza che ci permetta di agire in situazioni di crisi di sicurezza pubblica o in casi di catastrofe."

Essi formano la Coordinación de Fuerzas Federales de Reacción y Apoyo Inmediato e restano nelle caserme finché non vengono chiamati per qualche azione specifica, come sommosse nei penitenziari.

In uniforme e in civile

Inoltre esiste la Coordinación de Inteligencia (con tutti gli 800 trasferiti dal CISEN e alcuni marinos) e la Coordinación de Seguridad Regional, per un dispiegamento di poliziotti in aree strategiche come strade, porti marittimi e aerei, frontiere, zone federali e installazioni strategiche.

- Vuol dire che non tutti porteranno l'uniforme?

"No. Perché abbiamo l'area di controspionaggio: si tratta di personale che lavora totalmente in abiti civili. Al contrario, Seguridad Regional y Fuerzas de Reacción è composta esclusivamente da personale in uniforme."

Si pensava che la Policía Federal de Caminos sarebbe entrata in toto nella PFP. Sono più di quattromila elementi e altri tremila di struttura d'appoggio.

"Siamo in un processo di valutazione di tutto il personale delle tre polizie. Da Migración credo che non passi nessuno, solo le funzioni. Credo che ci sarà anche poco personale della polizia fiscale. E, della Federal de Caminos, quelli che hanno i requisiti. Resterebbe del personale che non viene integrato, ma esiste un progetto per reintegrare tutti in modo che non restino senza lavoro. Si tratta di ricollocarli in qualche dipartimento dove possano applicare le loro conoscenze. Però non saranno poliziotti. Forse coordinatori di protezione civile in qualche installazione federale o come consulenti in sicurezza pubblica. Alcuni solo per età non potranno entrarvi; probabilmente saranno insegnanti nell'accademia o nella stesso ministero della comunicazione e dei trasporti."

- Credo che sia difficile stabilire la frontiera tra la prevenzione e la persecuzione, tra controspionaggio e repressione.

[José Reveles, El Financiero, 11-12-1999]


(tradotto dal Consolato Ribelle del Messico - Brescia)



logo

Indice delle Notizie dal Messico


home