La Cronica de Hoy

Chiapas: nuova opzione di dialogo

11 settembre 1999, editoriale

La nuova proposta del governo federale per raggiungere la pace in Chiapas deve essere valutata nella sua giusta dimensione, visto che rappresenta uno sforzo serio per proseguire sulla via dell'accordo.

E' importante sottolineare che diversi settori - tra cui la chiesa cattolica e il vescovo Samuel Ruiz -, senza smettere di segnalare questioni problematiche, hanno dichiarato che è una buona opportunità per riprendere il dialogo e chiudere un problema latente che potrebbe complicarsi in qualunque momento.

L'iniziativa pretende di costruire lo spazio necessario e urgente per far sì che l'EZLN si sieda ad un nuovo tavolo in cui si possa decidere il futuro e arrivare a compromessi duraturi.

In questo schema sarebbe importante che si discutesse, in modo chiaro e con tutta la nazione, la portata che avrebbe una legge di autonomia e i lucchetti che bisognerebbe mettere intorno alle pratiche di usi e costumi; tutto questo per evitare che le decisioni si pospongano indefinitamente e che le parti cadano di nuovo nel disaccordo.

Dire con chiarezza il significato che si dà ad ogni parola e assumendo lo spazio che la nostra Costituzione concede per questo tipo di accordi, è la via da seguire per costruire una strada libera da ostacoli.

E' anche tempo che l'EZLN risponda in modo adeguato e mettendo in chiaro la sua posizione di fronte a una proposta che può essere il principio di una soluzione.

D'altra parte è importante sottolineare, che tutto questo non si avrà se non ci sarà una chiara volontà di tutte le parti del conflitto e se tutto questo non sfuggisse dalle mani della ricostruzione del tessuto sociale nella zona e della continuità delle politiche sociali.

Il Chiapas merita una sorte migliore che quella di essere condannato all'angoscia di vivere con un gruppo armato, perché anche se è vero che ha mantenuto una belligeranza mediatica, non si possono dimenticare le sue dichiarazioni di guerra né i motivi che lo animano.

Un'altra questione che dobbiamo celebrare è che ci si chini davanti alla necessità di una soluzione negoziata, per evitare qualunque alternativa violenta e per scegliere il dialogo come unico cammino per risolvere i problemi.

Non è mai tardi per insistere sulla pace, per raggiungere un passaggio, senza altri problemi, al prossimo millennio.

E' il momento, insistiamo, perché l'EZLN dimostri la sua volontà di negoziare e offra un'opportunità per il futuro; in altro modo si condannerebbe la regione del conflitto a urgenze sempre maggiori e alla perpetuazione della miseria che è, sotto tutti gli aspetti, quello che nessuno vuole.


(tradotto da "si.ro" si.ro@iol.it Associazione Ya Basta! Per la dignità dei popoli e contro il neoliberismo - Lombardia)



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