Lettera alla Jornada di sabato 9 gennaio 1999
Spiegamento militare nella comunità Roberto Barrios
Signora direttrice:
La comunità Roberto Barrios e i suoi visitanti continuano ad essere assediati dall'Esercito federale. C'è un posto di blocco militare a quasi 200 metri dal paese, sulla strada che porta a Palenque.
E' stato da poco rafforzato con la presenza di poliziotti della Sicurezza Pubblica e un secondo posto di blocco provvisorio è stato installato ad Arimatea, in prossimità dell'Anno Nuovo.
Personale militare, al comando del secondo capitano di fanteria Luciano Gonzàles Hernàndez, del 18º battaglione, esige l'identificazione e i documenti di viaggio degli stranieri che viaggiano in questa direzione.
La legislazione vigente stabilisce che questo lavoro deve essere svolto dall'Istituto Nazionale dell'Immigrazione, quindi sembra esserci un abuso di potere.
I veicoli sono controllati con il pretesto della legge sulle armi e gli esplosivi.
Inoltre, dopo aver compiuto un esauriente controllo si sollecita l'identificazione dei passeggeri e si richiede loro il motivo del viaggio. Davanti all'accusa di compiere interrogatori illegali, il personale militare si limita a dire che stanno obbedendo a ordini e minacciano di arrestare le persone che non si fanno identificare.
Le dipendenze coinvolte devono agire rispettando i diritti.
Consideriamo imperativo che si rispettino le garanzie individuali e si contribuisca ad un clima di distensione, in opposizione a quello che il governo sta facendo in questo momento, incrementando la tensione.
Per la Carovana Messicana Per Tutti Tutto: Xochiquetzal Alvarado Sànchez, Oliva Noguez Noguez, Manuel Fernandéz, Lilian Mayagoitia N., José Luis Garcìa M., Alejandro Gonzàles Bazùa, Liliana de Icaza, Irene Ramos Gil, Jorge Avilés, Joel Martìnez C., Alejandra Gonzàles Bazùa, Rita Marìa Solìs, Ofelia Espinoza Amaya, Marìa de Jesùs Lòpez Alcaide, Juan Escalante, Rocìo Gòmez Cordero
(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

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