da Liberazione del 19/3/98

TESTIMONI DI UN REGIME FONDATO SUL TERRORE E L'INTIMIDAZIONE:

ECCO IL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE CIVILE SUI MASSACRI IN CHIAPAS

di Alfio Nicotra

Roma- Un voluminoso dossier di 125 pagine ricco di dati, testimonianze, informazioni rilevate, tra il16 ed il 28 febbraio, nelle comunità indigene del Chiapas dalla Commissione Civile Internazionale per i diritti umani.

Il rapporto è stato preso in consegna dall'on.Mario Brunetti, presidente del Comitato parlamentare sui diritti umani, il quale si è impegnato a diffonderlo tra i deputati "specialmente in occasione del dibattito sulla ratifica del trattato economico tra Unione europea e Messico".

La Commissione - composta da circa 200 persone della società civile europea e americana - è sorta dopo la strage di Acteal quando 45 indigeni, in buona parte donne e bambini, vennero massacrati dai corpi paramilitari mentre erano in preghiera. Gli osservatori hanno realizzato 300 interviste con rappresentanti del governo centrale e locale, con le comunità indigene delle diverse zone del Chiapas e con i portavoci dei desplazados, umanità errante obbligata a fuggire dalle loro case dalla politica terroristica delle "guardie bianche".

Il rapporto denuncia con minuzia il livello di militarizzazione delle comunità che ha - tra l'altro - impedito l'incontro della delegazione con i rappresentanti dell'Ezln. Il subcomandante Marcos, affiancato dal comandante Tacho, ha voluto comunque rispondere alle domande della Commissione facendole pervenire in una cassetta video.

A testimonianza del clima di terrore che si vive nello Stato messicano l'assassinio di uno degli indigeni che avevano rilasciato la propria testimonianza alla Commissione. Omicidio avvenuto quando ancora la Commissione si trovava in Messico e che ha turbato fortemente i componenti della stessa.

La violazione da parte dell'esercito federale della legge di concordia e pacificazione - che aveva sospeso i mandati di cattura contro i dirigenti zapatisti e riconosciuto l'Ezln come soggetto armato con il quale negoziare - è denunciata con forza nelle decine di casi in cui gli indigeni vengono perseguitati ed arrestati solo perché sospettati di zapatismo.

Analogamente viene denunciato il clima xenofobo, istillato ad arte dal Pri e dai mass media di regime, contro gli osservatori internazionali considerati dalle autorità alla stregua di "ficcanasi". Un giro di vite contro gli osservatori stranieri che si sta trasformando in espulsioni dal Paese sempre più numerose.

"Non sappiamo - hanno detto i membri della Commissione - se sarà possibile da ora in poi ripetere una esperienza di monitoraggio dei diritti umani come la nostra."

La Conferenza stampa di presentazione del Rapporto è stata preceduta da una mossa a sorpresa dell'ambasciatore messicano a Roma. Mario Moya Palencia ha preso carta e penna e scritto a tutti i deputati della Commissione Esteri per far conoscere la sua verità (che è quella del suo Governo) contro "la confusione intenzionalmente ingenerata sugli accordi di San Andres".

"Tentativo palese e maldestro - hanno denunciato i deputati Brunetti e Paolo Cento - di intimidire i parlamentari con verità del tutto avulse dal contesto reale". Infatti la proposta di riforma costituzionale presentata al Senato messicano dal Presidente Zedillo stravolge in più punti gli accordi di San Andres allontanandosi fortemente dal testo predisposto dalla Cocopa (la Commissione di pacificazione del parlamento federale).

Il rapporto della Commissione è stato illustrato contemporaneamente oltre che a Montecitorio, alla sede del parlamento europeo a Bruxelles ed alle Cortes a Madrid.

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