DALLA PAGINA WEB DI ENLACE CIVIL: 17 OTTOBRE 1997

SORVOLI E TENSIONE MILITARE A LA REALIDAD

(Mentre stavamo chiudendo questo messaggio, la notizia che qui si presenta ha assunto tinte ancora più preoccupanti)

Ad una settimana dalla sua installazione, l'accampamento militare di Hidalgo è passato da 100 elementi dell'esercito federale a più di 500.
I soldati, prepotenti, minacciano i contadini dicendo "andiamo ad occupare La Realidad", per cui la paura e la tensione crescono nella zona. Sulle rive del fiume Euseba, su ambedue i lati, i militari hanno iniziato i lavoro di recinzione con il filo spinato e di costruzione dell'accampamento, il che indica che non hanno alcuna intenzione di ritirarsi dal luogo, ma che stanno invece creando un accampamento fisso in questo punto strategico.

Su La Jornada del 15 ottobre, Bellinghausen dice rispetto a questo: "Risulta da tutto ciò un cambiamento nello schema strategico del generale Mario Renan Castillo, massimo capo dell'Esercito Federale nella zona di conflitto (che era consistito ultimamente, da un paio di mesi, in un riorganizzamento delle truppe). La nuova posizione espande i posti di combattimento dell'Esercito Federale con un'evidente intenzione offensiva. I grandi accampamenti militari di San Quintin e Guadalupe Tepeyac hanno posto in movimento: effettivi, armi e materiali per la guarnigione di Hidalgo."

Aerei da intercettamento ed elicotteri sorvolano La Realidad ed i suoi dintorni, il convoglio militare che attraversa quotidianamente questo villaggio è composto da più veicoli e soldati del normale.
I blindati e le mitragliatrici puntano sugli indigeni del villaggio, mentre varie macchine fotografiche e video prendono nota di tutto quello che succede nella comunità ribelle.
Appena scompaiono i 30 veicoli militari blindati e armati, i bambini ritornano a popolare La Realidad.
Nonostante tutto, impera un'apparente calma piena di tensione, la "pace" sembra al punto di rottura.
E tutto intensificato dalla minaccia che ripetono i soldati dalla loro nuova posizione: "Siamo qui per prenderci La Realidad".

"Trenta anni fa è morto il comandante d'America: il Ché".
In tutto il territorio ribelle del Chiapas, gli zapatisti hanno commemorato l'anniversario della morte di Ernesto Guevara.
Per l'EZLN, l'8 de ottobre è il giorno del guerrigliero.
I villaggi si uniscono ed organizzano una festa per festeggiare gli insurgenti, questi giovani, uomini e donne, che vivono sulle montagne e che rappresentano il loro esercito.

E così, dopo la marcia dei 1.111 contadini delle basi d'appoggio dell'EZLN alla capitale, i villaggi si sono riuniti per ringraziare la parte armata della loro rivoluzione, che è quella che ha reso possibile che loro fossero ascoltati, che la loro voce ed il loro passo indigeno arrivassero a Città del Messico e pure in altri continenti.

Sempre l'8 d'ottobre, in La Realidad mentre suonava ancora la marimba e proseguiva il ballo, circa 500 persone, uomini, donne e bambini hanno iniziato a camminare per la strada sterrata che attraversa questa comunità in direzione del più fondo della selva.
Erano 4 giorni che l'esercito messicano aveva installato un nuovo accampamento appena a 7 chilometri da questo Aguascalientes.
Questa comunità è inoltre il posto dove si è visto per l'ultima volta il subcomandante Marcos l'8 settembre, quando ha salutato i contingenti tojolabales che partivano verso Città del Messico.
Le basi zapatiste andavano, ancora una volta rischiando la loro vita, come è già successo a San Cayetano, per chiedere ai soldati che si ritirassero.
Immediatamente gli elicotteri e gli aerei militari hanno iniziato a sorvolare la zona, continuando tutta la notte e anche nei giorni seguenti, allarmando la gente e creando una grande tensione.

La nuova installazione militare ha il presunto obiettivo di "proteggere" i lavori per la costruzione della strada che unirà Las Margaritas e Ocosingo, attraversando le vallate della Selva Lacandona.
Finora si può arrivare solamente al più grande accampamento militare di tutta la selva, quello di San Quintin, per la strada e la vallata di Ocosingo.
Una volta che la strada sia completata e sia costruito il ponte sul fiume Euseba, San Quintin rimarrà unito anche con Las Margaritas, passando per La Realidad e per l'immenso accampamento militare di Guadalupe Tepeyac.

...Venivano in omaggio al Che.
Gli indigeni tojolabales, provvisti di passamontagna, paliacate e con altoparlante, hanno camminato per quella che è ancora soltanto un'autostrada di fango intransitabile fino ad arrivare al fiume Euseba, che nella stagione secca si può guadare senza problemi, ma che ora rappresenta una frontiera d'acqua che segna il passaggio all'altro lato della vallata.
Gli zapatisti lo attraversano grazie ad un favoloso ponte sospeso (uno dei cosiddetti "ponti d'amaca") e si addentrano nell'installazione dei militari, che si schierano in posizione di combattimento.

L'unico oratore dei ribelli ha incitato l'esercito ad andarsene: "Avete questa notte per togliere il vostro accampamento, se no, manderemo via dalle nostre terre la ditta costruttrice della strada".
Appena 10 minuti sono rimasti i manifestanti nell'accampamento dell'esercito federale, fra i blindati e le mitragliette.
Alcuni contadini portavano dei bastoni perché temevano che i soldati sciogliessero i cani.
Hanno circondato un carro armato provvisto di mitragliatrice e poi sono avanzati verso il parcheggio dei veicoli militari gridando slogan come "fuori l'esercito" e "soldato, se hai dignità, non occupare le terre della nostra comunità".

L'incappucciato ha letto un messaggio diretto "fraternalmente al soldato federale" che diceva: "Perché non dite al vostro comandante supremo che venga a darvi il cambio, o che mandi i grandi potenti del denaro che sono quelli che comprano le vostre vite per difendere i loro miliardari guadagni economici ed il loro benessere...?" .
I soldati ascoltavano attoniti, con i volti tirati, evidentemente nervosi: "...Che vengano loro a tenere le posizioni che voi occupate, che vengano a scavare le trincee e a tirar via l'acqua tutte le mattine, a fare sentinella giorno e notte, a pattugliare chilometri di strade sterrate pericolose, che vengano loro a scattare foto e fare video per riuscire a scovare i capi del movimento, che vengano a fare i controlli dei dati per localizzare i ribelli..., che vengano loro a rischiare la pelle. Perché voi, sì voi pure, siete sfruttati e ancora peggio perché morite per denaro!".
A nome dei "popoli in lotta", ha aggiunto: "Non continuate per il cammino della morte ingiusta. Se decidete di seguire il cammino degno del popolo in lotta, il tempo e il popolo vi sistemerà nella storia come difensori della patria" e non "come traditori della patria".

I bambini, le donne e gli uomini indigeni che attorniavano i soldati si sono poi ritirati a piedi in direzione de La Realidad e hanno sgomberato pacificamente la compagnia costruttrice della strada.
I lavoratori, i camion e le gru hanno abbandonato la zona e se ne sono andato a Las Margaritas, la costruzione della strada e del ponte è rimasta interrotta dal fiume Euseba fino al capoluogo di questo municipio, uno dei principali della cosiddetta "zona di conflitto".

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(tradotto a cura del Comitato Chiapas di Torino)

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