IL MANIFESTO

15 Febbraio 1998

MESSICO

I diritti umani del Chiapas

Da oggi al lavoro una "Commissione internazionale di osservazione"

P. L. S. -

I CIRCA DUECENTO membri della "Commissione internazionale di osservazione" sono regolarmente forniti di un super-visto che li accredita, appunto, come osservatori per i diritti umani. Si ritroveranno questa sera a Città del Messico, provenendo da molti paesi europei e non solo, per cominciare la loro attività: incontri con ogni genere di autorità o associazione per i diritti umani, sia nella capitale che a San Cristóbal de las Casas, e perfino con i gruppi paramilitari semi-legali in Chiapas (come "Paz y Justicia"), e soprattutto, visite e colloqui nelle "zone di conflitto", come in Messico vengono denominate: i cinque municipi (Aguascalientes) zapatisti, la zona dove migliaia di indios sono fuggiti di fronte alla minaccia dei gruppi paramilitari (Polhó, ad esempio), la zona nord dello stato (dove due mesi fa i vescovi Ruiz e Vera subirono un attentato). Un programma fittissimo, che dovrebbe permettere ai membri della Commissione di farsi un'idea precisa della situazione nello stato meridionale del Messico.

Senonché, proprio in coincidenza con l'arrivo del folto gruppo di osservatori internazionali, le autorità messicane hanno fortemente inasprito il loro atteggiamento nei confronti degli stranieri. Fernando Solis Cámara, sottosegretario nel governo del presidente Zedillo, ha sì negato che sia in corso un giro di vite, ma ha aggiunto che si devono "stabilire regole chiare e pubbliche sui possibili eccessi nelle attività di stranieri sul territorio nazionale. Se i visitatori - ha aggiunto - si dedicano a quel che prescrive il loro visto, all'aiuto umanitario o ad attività accademiche, non ci sarà alcun problema". Di fatto, da qualche giorno quattro agenti della polizia di frontiera, nota come Migración, sono appostati nel Zocalo, la piazza principale di San Cristóbal, e controllano sistematicamente i documenti a tutti gli stranieri. La Migra ha da tempo installato posti di blocco su tutte le strade che conducono verso le zone zapatiste e, qualche giorno fa, Maria Bullit Darlington, statunitense, è stata espulsa, accusata di partecipare ad attività politiche. Era stata vista durante una marcia in appoggio all'Esercito zapatista: lo stesso sottosegretario Solis Cámara ha mostrato ai giornalisti un video che proverebbe la colpa di Maria Bullit.

Non è la prima e molti altri seguiranno. Come scrive anche il quotidiano madrileno El País, "il governo messicano ha deciso di espellere tutti quelli le cui attività in Chiapas vengano considerate di carattere politico". Mesi fa toccò a diversi italiani, subire l'espulsione. Negli ultimi due anni, più di duecento stranieri sono stati espulsi dal Messico, a causa della loro presenza o attività nello stato meridionale, e molti gruppi internazionali per i diritti umani hanno duramente protestato presso il governo federale. Oggi la Commissione internazionale sarà a Città del Messico, e martedì si trasferirà in Chiapas. I suoi circa duecento membri potranno osservare anche gli effetti di questa politica delle espulsioni.

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