La Jornada 14 dicembre 1998

Imboscata a indigeni in Chenalhó: un morto e 7 feriti

Angeles Mariscal, corrispondente, Tuxtla Gutiérrez, Chis., 13 dicembre

Un gruppo di incappucciati ha teso un'imboscata ad indigeni della comunità di Los Plátanos, nel municipio di Chenalhó, provocando la morte di un bambino e ferendo altre sette persone. Il procuratore di Giustizia locale, Eduardo Montoya Liévano, ha informato che secondo testimoni oculari i fatti sono stati commessi da militanti dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN).

Questa domenica, alle 6:30 circa della mattina, lungo la strada sterrata che comunica la comunità di Los Plátanos con il capoluogo municipale di El Bosque, un gruppo di persone incappucciate, "che sembravano militanti dell'EZLN che agiscono nel municipio", ha teso un'imboscata a contadini priisti che andavano a bordo di tre veicoli per acquistare mercanzia, ha informato il titolare della Procura.

Ha spiegato che nei fatti ha perso la vita Sebastián Sánchez Hernández, di 11 anni, che ha ricevuto un proiettile nel cranio. Sono pure risultati feriti Felícitas López Hernández, di 14 años, e gli adulti Felipe López, Pascual Núñez Díaz, Plácido Núñez Núñez, Antonio Pérez Hernández, Armando Gutiérrez Ortiz e Mariano Pérez Gómez. Quattro di loro sono stati trasportati all'Ospedale Regionale di Tuxtla e gli altri al capoluogo municipale di Bochil per essere curati.

Il procuratore ha informato che dalle dichiarazioni rese da alcune delle vittime dell'attacco, tra queste gli stessi feriti, l'aggressione è stata commessa da militanti dell'EZLN che risiedono nel municipio di El Bosque. Secondo il funzionario, gli autori dell'imboscata sono "gente di Los Plátanos che non condivide gli ideali politici del gruppo antagonistico, del gruppo che era dell'EZLN in quella regione".

Alludendo all'anniversario del massacro di Acteal, Montoya Liévano ha sottolineato che ciò che è successo questa domenica è stata "una chiara provocazione di quelli che cercano che ci sia più sangue, che scorra più sangue in Chiapas. Sappiamo che siamo di fronte a gruppi che stanno aspettando queste date per provocare, perché ci sia uno spargimento di sangue".

Quest'azione si aggiunge, ha detto, alle otto imboscate successe in differenti luoghi di Chenalhó lungo il corso dell'anno, nelle quali hanno perso la vita cinque persone e 20 sono rimaste ferite.

"Non permetteremo, in nessun modo, che l'impunità possa rendersi presente nell'anno in corso (...) prenderemo le precauzioni che saranno necessarie. Voglio dare un'allerta alla società del Chiapas perché coadiuvi con noi per salvaguardare la sicurezza della società", ha puntualizzato.

Il procuratore si è poi appellato alla cittadinanza in generale perché "in modo confidenziale" faccia sapere alla Procura movimenti ed azioni che possano portare avanti "le persone che hanno molto interesse in che scorra sangue in Chiapas".

Montoya Liévano ha informato pure che poliziotti di Sicurezza Pubblica hanno rafforzato le loro posizioni nella regione, "mentre portiamo avanti le nostre investigazioni".

Questi nuovi fatti violenti accadono a pochi giorni dal primo anniversario del massacro di Acteal e a 48 ore da quando il governatore dello stato ha presentato la sua iniziativa di legge di disarmo, che contiene una proposta di amnistia a favore dei gruppi paramilitari.

La precedente imboscata in Los Plátanos era accaduta il passato 9 giugno, con il saldo di un indigeno priista morto e cinque feriti. Il giorno dopo, la polizia e l'Esercito Messicano hanno realizzato un'ampia operazione nel municipio di El Bosque per dar esecuzione agli ordini di cattura dei presunti aggressori, con il risultato di otto indigeni simpatizzanti dell'EZLN assassinati nelle comunità Unione Progresso e Chevajeval, dove anche sono morti due poliziotti statali. In questa occasione è stato anche smantellato il municipio autonomo di San Juan della Libertà, il cui nome ufficiale è El Bosque.

D'altra parte, sono in esecuzione 193 ordini di cattura contro indigeni di Chenalhó, in particolare militanti e simpatizzanti dell'EZLN, accusati da priisti di essere responsabili di diverse imboscate prima del massacro di Acteal.


(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)



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