La Jornada 11 giugno 1998

 

Attaccano il villaggio zapatista di El Bosque

9 morti

 

Elio Henríquez, corrispondente, El Bosque, Chis., 10 giugno

Un'operazione di polizia e militare realizzata oggi dal governo per recuperare l'edificio dove era insediato il municipio autonomo di San Juan della Libertà e per dar esecuzione a 15 ordini di cattura nelle località Unione Progresso e Chavajeval, municipio di El Bosque, ha lasciato un saldo di otto morti (sette contadini e un poliziotto statale), nove feriti di entrambe le parti, 57 indigeni arrestati e un elicottero della Procura Generale della Repubblica (PGR) in avaria.

La mobilitazione di più di mille poliziotti e soldati è cominciata verso la mezzanotte di ieri, quando sono partiti dalla capitale dello stato, Tuxtla Gutiérrez, verso la zona nord, dove c'è questo municipio, nel cui capoluogo funzionava il municipio autonomo San Juan della Libertà.

Alle quattro della mattina, tutti i camion erano concentrati nel luogo noto come Porto Caté, zona vicina a San Andrés Larráinzar, e di lì sono andati verso il Bosque, dove hanno aspettato un'ora e mezza perché albeggiasse per entrare di giorno.

Il convoglio si è diviso in tre gruppi. Uno è rimasto lì per recuperare il municipio che dall'inizio del 1995 era in mano del consiglio municipale autonomo, un altro si è diretto verso Unione Progresso e l'altro ancora a Chavajeval.

Secondo testimoni oculari, nel recupero del municipio di San Juan della Libertà non ci sono stati gravi incidenti, dato che gli "autonomi non hanno opposto resistenza". Lì sono stati arrestati Rafael Hernández Hernández, componente del municipio autonomo, Manuel Hernández Díaz, Manuel Bautista Díaz e Sebastián Díaz Pérez.

Nel capoluogo di El Bosque, dove c'era il consiglio, "si sono localizzati documenti firmati da Dionisio Pérez Pérez", che funge da sindaco autonomo.

Dove si è registrato il maggior numero di morti, in accordo con la versione del governo dello stato, è stato in Unione Progresso, dato che sei indigeni sono stati assassinati dai poliziotti statali e due altri sono stati feriti da armi da fuoco. Anche tre agenti statali sono risultati feriti.

Secondo il governo chiapaneco, gli effettivi di polizia "sono stati attaccati dai monti vicini alla popolazione e nel respingere l'aggressione sono morti sei indigeni e altri due sono risultati feriti".

Sempre la stessa versione dice che cinque degli indigeni morti "vestivano divise di tipo militare, simili a quelle che utilizzano i membri dell'EZLN".

Rimane da ricordare che in Unione Progresso - dove sono stati arrestati 28 nativi - non era presente nessun giornalista, a differenza di Chavajeval.

La Procura di Giustizia dello stato ha informato che in quest'ultima comunità è morto per ferite d'arma da fuoco il poliziotto Roberto López Magnate, ed altri quattro agenti sono rimasti feriti. Inoltre, ha reso noto che sono state arrestate 24 persone e si sono ritrovate 35 bombe molotov, 12 fucili, tre pistole di differenti calibri, due apparecchiature di radio comunicazione, uno zaino con 1200 cartucce, due passamontagna, stivali, cappucci, razzi (fuochi artificiali) e uno striscione nero e rosso con la scritta: "EZLN, libertà, democrazia, giustizia e pace".

I fatti violenti di oggi hanno generato un incremento della tensione che si vive in Los Altos e nel nord del Chiapas.

Inoltre, si sa che il prossimo municipio autonomo da smantellare sarebbe San Andrés Larráinzar, sede del dialogo tra il governo federale e l'EZLN dal 9 aprile 1995.

Da quando è cominciata questa operazione, questa mattina, l'Esercito ha installato circa dieci posti di blocco nel tratto di strada El Bosque - San Andrés Larráinzar, nei quali si fanno minuziose perquisizioni alle persone che transitano per la zona.

 

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)



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