Comunicato dell'EPR

 

Repubblica Messicana, 11 giugno 1998

 

AL POPOLO DEL MESSICO

AI POPOLI DEL MONDO

ALLE ORGANIZZAZIONI PER I DIRITTI UMANI

ALLA STAMPA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE

 

All'alba di domenica 7 giugno dell'anno in corso, le terre dello stato del Guerrero sono tornate a tingersi di sangue quando truppe dell'Esercito Federale, comandate dal generale Alfredo Oropeza Garnica, capo della 27 zona militare, hanno assediato la comunità di El Charco, municipio di Ayutla de los Libres sparando a combattenti e contadini di diverse comunità, che si erano riuniti nella scuola Caritino Mandonado per fare un'assemblea con la popolazione del luogo.

Non si è trattato di uno scontro tra forze ribelli ed Esercito Federale, ma di un crimine studiato e perpetrato nella protezione della notte, in cui sono stati impiegati proiettili esplosivi, fucili, veicoli blindati, mitragliatori calibro 50 ed elicotteri armati di artiglieria con cui si è mitragliata la popolazione ed i ribelli lì riuniti, come testimoniato dagli abitanti del luogo.

Quanto successo nella comunità di El Charco è un crimine di guerra, un crimine di lesa umanità che viola in flagrante i più elementari diritti umani della popolazione e tutti i trattati internazionali di Ginevra sui conflitti interni.

Questo massacro è un'altra dimostrazione ancora del comportamento sanguinario del governo di fronte alla ferma condizione del popolo di lottare per una nuova patria. Il popolo, che stanco di ingiustizia e disuguaglianza sociale, di impunità e di prepotenza, ha scelto il cammino della lotta ribelle contro il governo oppressore, che al servizio dell'oligarchia finanziaria si è proposto di massacrarlo e reprimerlo.

Oggi, l'aumento della militarizzazione e l'applicazione della guerra di bassa intensità si fanno più evidenti, mentre tutta la forza dello Stato si fa sentire contro le comunità indigene e contadine e la guerra sociale continua come pratica governativa, che non finisce, ma procede cercando di fermare ed annientare qualunque espressione di non adeguamento, di scontento e di organizzazione sociale.

L'autoritarismo del regime neoliberista s'impone, la repressione aumenta, gli assassinii di leader sociali crescono, gli arresti di massa sono costanti, le sparizioni forzate continuano, lo stato d'assedio delle comunità è permanente ed i massacri sono continui. Questo riflette chiaramente verso dove si sta dirigendo la politica di Zedillo, che ottusamente pretende di risolvere il conflitto interno nel paese con la forza repressiva.

Oggi questi fatti riaffermano la legittimità e la possibilità della lotta ribelle del popolo messicano per affrontare e fermare la politica dello Stato narco-poliziesco-militare.

Non appena il governo e l'Esercito federale finiscono di perpetrare questo crimine nello stato del Guerrero, tornano a versare il sangue del popolo nel municipio di El Bosque, Chiapas.

Condanniamo il massacro compiuto dal mal governo, dall'Esercito e dai corpi di polizia contro il popolo e li consideriamo responsabili per questi crimini di guerra.

 

PARTITO DEMOCRATICO POPOLARE RIVOLUZIONARIO (PDPR)

COMANDO GENERALE DELL'ESERCITO POPOLARE RIVOLUZIONARIO (CG-EPR)

 


(tradotto dall'Associazione Ya Basta! per la dignità dei popoli contro il neoliberismo - Lombardia)



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