Comunicato Stampa del 9 ottobre 1996

CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO

Mai più un Messico senza di noi

Città del Messico, 9 ottobre 1996

Ai mezzi di comunicazione nazionali e internazionali

La seconda giornata di lavoro del Congresso Nazionale Indigeno continuò con la discussione del regolamento interno proposto dalla Commissione Coordinatrice. I presenti votarono in favore di un cambio importante: tutti i delegati, indigeni o meticci, avranno diritto di parola e di voto.

Si propose di ampliare il numero degli integranti della Commissione Coordinatrice, che passò da nove a diciannove membri. I nomi dei nuovi coordinatori sono: Abelardo Torres, Melquiades Rosas, Gaudencio Mejía, Gabriel de la O, Macario López, Cecilia Alvarez, Primitivo Vega, Francisco García, Pascual Lucas Fabian e Diódora Priciliano. Tutti sono indigeni, con una lunga esperienza nella difesa dei diritti dei loro popoli.

Attraverso una votazione si approvò l'organizzazione del Congresso in quattro tavoli, che corrispondono agli obiettivi generali di questa riunione:

1) formulare una proposta legislativa che contempli i diritti dei popoli indigeni e trasformi in legge gli accordi di San Andrés,

2) avanzare verso la unità del movimento indigeno,

3) definire la sua posizione dentro la nazione e

4) fare una diagnosi della situazione attuale dei popoli indigeni.

Tavolo 1

Con la partecipazione di 250 delegati iniziarono i lavori del tavolo concernenti i Diritti Costituzionali dei Popoli Indigeni. Si nominarono due moderatori e tre relatori.

I temi di discussione si concentrarono su tre questioni fondamentali: la libera determinazione dei popoli indigeni, l'identificazione del soggetto di diritto nei popoli indigeni ed infine un'analisi di tutti gli aspetti sociali, culturali e politici dei popoli indigeni.

Il postulato principale fu che lo stato deve garantire costituzionalmente i diritti dei popoli indigeni. Si considerò necessario contare su di una organizzazione che supervisioni gli interessi dei popoli indigeni e costituire un nuovo contesto costituzionale che rifletta tutte le loro domande e le loro aspirazioni.

Per la definizione del concetto di popolo indigeno si raccomandò considerare le proposte che, in materia, hanno dato gli organismi internazionali, come la Organizzazione Internazionale del Lavoro e le Nazioni Unite.

Tavolo 2

Con la partecipazione di 60 delegati iniziarono i lavori del tavolo concernenti la Unità del Movimento Indigeno Nazionale e si propose di organizzare la discussione intorno alle seguenti domande: Chi siamo e cosa esigiamo, Forme di organizzazione e Piano di Azione. Per la gran diversità delle correnti e organizzazioni indigene partecipanti, si considerò che questo Congresso é un'opportunità unica per definire le linee di azione e i criteri organizzativi che guideranno il movimento indigeno nazionale.

Tavolo 3

Il tavolo tre, denominato "I Popoli Indigeni nella Nazione Messicana", é composto da circa 50 indigeni provenienti dai seguenti stati: Michoacán, Veracruz, Stato del Messico, Oaxaca, Città del Messico, Puebla, Hidalgo, Chiapas, Guanajuato e Quéretaro. La discussione iniziò trattando i problemi generali (mancanza di educazione, difesa della terra che gli appartiene per tradizione e accesso ad essa, esclusione nella presa di decisioni che li riguardano e altri). Posteriormente si focalizzò nella coordinazione dei popoli indigeni con altri settori non indigeni del paese. Come disse un partecipante, il riconoscimento dei diritti indigeni, e non il semplice concetto di un Messico pluralista, ha come presupposto il superamento della comune ignoranza; "che gli indigeni non mettano da parte gli altri e che anche i non indigeni li prendano in considerazione".

I presenti proposero la formazione di un fronte comune dove si recuperi la possibilità di pensarsi come collettività, e non solo come individui.

Si presentò, tra le altre proposte, quella della Coordinazione dei Maestri Indigeni di Oaxaca, che postula la educazione bilingue come la soluzione per il futuro. In un altro documento, elaborato da donne indigene di differenti regioni del paese, si propose la necessità di "rispettare le tradizioni da un altro punto di vista, quello delle donne" come mezzo per raggiungere una uguaglianza all'interno delle comunità.

Tavolo 4

Diagnosi della Situazione Attuale dei Popoli Indigeni. Parteciparono più di cento delegati di differenti organizzazioni e stati, come il Consiglio Indigeno Permanente, la Organizzazione per i Diritti Indigeni di Oaxaca, il Consiglio Culturale Atlaculco (dello Stato del Messico), la Unione delle Comunità Indigene di Jalisco, il Laboratorio Interculturale dei Popoli Indigeni. Parteciparono inoltre indigeni di Oaxaca, Veracruz, Stato del Messico, Durango, Jalisco, Colima, Michoacán, Tabasco, Morelos, Chiapas, Città del Messico, Sonora, Guerrero e Campeche.

In questo tavolo i partecipanti si pronunciarono all'unanimità contro la militarizzazione e per l'esigenza che i militari abbandonino le comunità e ritornino nelle caserme; si rifiutarono concordemente i poteri locali illegittimi di tipo feudale e si espresse l'esigenza della libertà per i detenuti politici. Inoltre chiesero che non si privatizzi la Pemex (industria petrolifera messicana), nonostante sia una impresa che ha deteriorato l'ambiente dove vivono gli indigeni di Tabasco. Furono costanti le rivendicazioni per la terra e i territori indigeni e "il rispetto per la Madre Terra".

Dissero che l'educazione nelle comunità indigene é considerata dal governo come un bottino politico, manca di programmi solidi a causa dei capricci del governo e dei tagli alla spesa pubblica. Al contrario si propose convertirla in uno strumento di trasformazione sociale.

Informiamo che i lavori del Congresso Nazionale Indigeno continueranno nella stessa sede, il Centro di Congressi del "Centro Medico Siglo XXI", fino a venerdì 11 di ottobre.

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