La Jornada, 1 agosto 1996

L'EZLN ha scatenato un processo di democratizzazione: Alain Touraine

Siamo arrivati in Chiapas non convocati dalla nostalgia, ma dalla speranza, ha detto Galeano partecipando ad una tavola speciale. Siamo immersi in una "globalizzazione umanitaria": Mitterand

Hermann Bellinghausen, inviato, La Realidad, Chiapas., 31 luglio ¤ Alaine Touraine guarda verso Pablo González Casanova e dice: " Di fronte all'autore della famosa democrazia in Messico, io direi che gli zapatisti sono i primi in tutta la storia del Messico che hanno parlato completamente con parole democratiche. Il Messico ha conosciuto democrati, ma non un sistema democratico, e ha conosciuto invece un sistema di partito oligopolico".

Touraine, specialista in movimenti sociali in America Latina, francese, pensatore polemico, parla alla tavola speciale che si svolge nella magra biblioteca della Realidad, in quanto piccola per la quantità di gente che la affolla. Attorno ad un lungo tavolo, ci sono Eduardo Galeano, Danielle Mitterrand, il vescovo Thomas Gumbleton, lo scrittore politico James Petras, lo specialista in maya moderni Yvon Le Bot, la femminista e pensatrice Giselle Halimi, Jacques Blanc, direttore del Teatro Nazionale di Brest, in Francia. Coordina Carlos Monsiváis.

Mitterand, che è arrivata ieri sera in questo Aguascalientes, dice: "Qui mi sono resa conto della coerenza che ha il movimento umanitario nel mondo intero. Qui alla Realidad ho compreso, tre mesi fa, che noi siamo in un processo di globalizzazione umanitaria, e che il discorso di pace fatto da Marcos e dagli zapatisti va nello stesso senso di quello che noi facciamo da molti anni".

" Siamo convocati qui non dalla nostalgia, ma dalla speranza", Afferma Eduardo Galeano nel suo breve intervento. Ascoltano anche Luis Villoro, Adolfo Gilly, Paulina Fernández, Juan Bañuelos, Oscar Oliva, il comandante guerrigliero venezuelano Douglas Bravo (oggi attivo politico civile). Più tardi arriva il cantante uruguayano Daniel Viglietti.

Mentre l'analisi offerta da Touraine considera l'apporto sociale e politico dello zapatismo, quello di Yvon Le Bot enfatizza la sua paradossale ricerca della pace: " Hanno posto tutta la loro energia nel rifiutare l'ingranaggio della guerra e nel cercare la costruzione di un movimento sociale. L'energia prodotta dalle rotture antecedenti si è mobilitata con il sollevamento. Si sarebbe potuto alimentare una spirale di provocazione e repressione, una logica di suicidio e massacro. Si è trattenuto il pericolo sul bordo del suo scatenamento e si è sollevato, trasformato nel tentativo di far nascere un nuovo attore, un saggio di ridefinizione e ricomposizione della politica".

Tra l'entusiasmo generale dei partecipanti, emergono l'enfasi e la profondità delle parole di Alain Touraine, che nel suo ultimo libro, "Cos'è la democrazia?", del 1993, riconosceva gran merito ai governi di Miguel de la Madrid e Salinas de Gortari per la loro lotta alla corruzione.

Touraine ha cambiato le sue conclusioni: " Un'idea espressa nei testi zapatisti, e che condivido profondamente, è che non bisogna guardare indietro. La distruzione degli Stati-Nazione è la distruzione allo stesso tempo di forme degradate, è la decadenza di forme corporative e autoritarie".

"Se c'è un sistema globale di potere", dice Touraine, "è necessario un sistema globale di opposizione"; "Al momento attuale, altrove e qui in Chiapas in modo più cosciente ed elaborato, si trasforma il vincolo della lotta sociale con la lotta armata, e si trasforma in agente principale della democrazia. Questo mi pare tanto fondamentale come il passaggio, nel 1848, dello spirito della Rivoluzione Francese allo spirito del socialismo e del movimento operaio. Ora si tratta di passare dal socialismo rivoluzionario ad altro che tuttavia non ha un nome, però che vincola la democrazia con la difesa dei diritti culturali, la capacità di comunicazione interculturale e la difesa della diversità. L'unione dell'identità, lo specifico, con l'universale ". "Credo che l'opinione internazionale senta molto che queste comunità indie (ubicate in un luogo, un tempo, una cultura) parlano un linguaggio universale. In un certo qual modo, il passamontagna significa 'siamo voi', l'universalità. Io sono nello stesso tempo membro della mia comunità ma parlo con la voce della mia montagna, con la parola io sono voi, e la parola comandare obbedendo è tra le migliori definizioni che ci sono di democrazia".

Secondo Touraine, gli zapatisti "hanno scatenato un processo di democratizzazione che può essere efficace o meno, ma è possibile. Il sistema politico precedente sta cadendo. Entra in una crisi che può essere fatale (in Colombia lo è già)".

L'analista francese intravede tre possibilità per il Messico:" La prima è il caos, che significa anche narcotraffico, violenza brutale, caos sociale. La seconda, della quale non si è mai parlato in Messico ma ora sì, è la militarizzazione. La terza, e unica accettabile, è la democratizzazione. Dove gli attori principali ora sono gli zapatisti".

Touraine conclude:" L'importanza pratica che fa degli zapatisti i difensori e gli agenti principali della creazione della democrazia, si basa nella capacità innovatrice del movimento, che a me impressiona enormemente. In pochi luoghi del mondo. Attori concreti che lottano, però pensando a volte, come fu la Rivoluzione Francese, o più recentemente i miei amici di Solidarnosc negli anni ottanta, hanno contribuito tanto per una trasformazione. Adesso vediamo che ci sono gruppi che si trovano nel momento non della scelta razionale ma di quella radicale, e credo che tutti sentiamo che gli zapatisti stanno vivendo, pensando i problemi centrali di tutti noi".

Eduardo Galleano pone l'accento sullo "sviluppo dell'energia comunitaria, civile", e nel conseguimento di un mondo più umano, che non sembri "l'inferno di un altro pianeta".

Un aereo per trasporto truppe passa a volo radente sulla Realidad . Interrompe la partecipazione di Danielle Mitterand, come se chi comandò l'aereo avesse escogitato il momento più adeguato per porre l'accento sulla opzione militare. Danielle Mitterrand conclude il suo breve intervento: "La militarizzazione ha a che vedere con la decadenza delle capacità dello Stato a continuare il cammino"

Le Bot dice: "La forza degli zapatisti è la non-violenza, l'invenzione di una nuova relazione tra violenza e non-violenza. Consiste nel mantenersi all'interno della tensione senza tendenza alla violenza. L'aumento del potere di una violenza contenuta e repressa durante decenni, o meglio secoli, è posta al servizio di una creazione di buon senso, di una invenzione simbolica e politica".

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

Indice dell'Incontro Intercontinentale